Te lo dico con il CIBO

Te lo dico con il CIBO

Le stime pediatriche rilevano un incremento di difficoltà alimentari già in età evolutiva. Questo dato fa emergere interrogativi importanti sull’insorgenza di tali problematiche e sulla necessità di interventi precoci.

IL CORPO COME MEZZO DI COMUNICAZIONE

Sia il corpo che la mente sono coinvolti nei disturbi del comportamento alimentare. Il primo si fa portavoce delle difficoltà emotive, il secondo ha caratteristiche più nascoste e complesse.

In età evolutiva, il corpo diviene lo strumento attraverso cui si esprimono le difficoltà che non si riescono a comunicare in altro modo. Risulta dunque fondamentale riuscire a comprendere le emozioni e slegare il cibo da quelle situazioni disfunzionali che potrebbero poi condurre allo sviluppo di un distrubo del coportamento alimentare.

FATTORI DI RISCHIO

Spesso i bambini mostrano difficoltà a tollerare i cambiamenti che incontrano durante il percorso di crescita. Separazioni, lutti, trasferimenti, possono essere infatti vissuti come eventi critici capaci di andare ad influenzare le loro abitudini alimentari.

Anche i contesti scolastici e sociali hanno un ruolo di grande rilevanza, in quanto vi è la possibilità di avere un confronto con i coetanei e gli adulti. Le dinamiche che emergono da tali confronti, se scorrette, possono portare i bambini a sperimentare vissuti di inadeguatezza, da loro poi espressi attraverso una condotta alimentare scorretta. Si tratta quindi di una condizione in cui il cibo costituisce l’unico strumento con cui poter entrare in relazione con l’adulto.

Quando il cibo e le situazioni ad esso collegate rappresentano una difficoltà, i genitori possono provare vissuti di ansia, impotenza e sensi di colpa che inconsapevolmente trasmettono al figlio rendendo così quei momenti e quelle situazioni difficili da gestire.

CONSEGUENZE

Le problematiche legate al cibo possono portare ad un vero e proprio blocco evolutivo e a percepire la quotidianità come opprimente e pesante da sostenere. Risulta dunque fondamentale per i genitori imparare a cogliere i diversi segnali, di modo da poter individuare i fattori capaci di incidere così profondamente sull’emotività e sulla sensibilità del proprio bambino. Partendo da questo presupposto è poi possibile intervenire aiutando il piccolo a verbalizzare le proprie difficoltà, così da evitare che utilizzi il proprio corpo come strumento di comunicazione.

Il disordine alimentare, tipico di alcune fasi evolutive, può portare inoltre ad un quadro sindromico futuro più importante (anoressia, bulimia, obesità). Risulta, quindi, necessario il coinvolgimento di diverse figure professionali nel processo di diagnosi e di cura.

COSA PROPONE IL CENTRO

Il Centro di Psicoterapia e Formazione FIDA offre uno spazio di ascolto ai genitori e ai minori. Durante il colloquio con quest’ultimi verrà utilizzato il gioco come mezzo di comunicazione, facendone emergere la soggettività e la propria emotività. 

Ogni percorso di cura verrà valutato e impostato in base alle caratteristiche personali, da un approccio integrato tra curanti, persona e famiglia.