Un percorso che si può fare, insieme

I disturbi alimentari, come l’anoressia, la bulimia, l’alimentazione incontrollata, l’obesità e tutte le altre forme anche meno evidenti di disagio, sono patologie psichiche complesse che incidono negativamente sul corpo e sulla vita relazionale. Quando il cibo, bramato o rifiutato, assume una posizione centrale, catalizza tutte le attenzioni del soggetto e lo paralizza. La volontà e il buon senso non bastano per uscirne.

La pratica con i disturbi alimentari ci insegna che, al di là delle categorie patologiche, ogni soggetto ha la propria storia, le proprie parole significative, le proprie identificazioni, il proprio nome. L’inciampo, uno sguardo differente sul mondo, un buon incontro, possono essere l’occasione per domandare una cura. Insieme, è un percorso che si può fare.

GIULIANA CAPANNELLI – PRESIDENTE FIDA

Centri Fida in italia

FIDA È PRESENTE IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE CON CENTRI ASSOCIATI RIVOLTI ALLA PREVENZIONE E TRATTAMENTO DEI DISTURBI ALIMENTARI ED OPERA ATTRAVERSO UN’EQUIPE MULTIDISCIPLINARE E TERAPEUTI DI RIFERIMENTO SPECIALIZZATI NEI DCA.

  • NOMINARE LA PATOLOGIA

    Le diverse manifestazioni sintomatiche dei disturbi del comportamento alimentare si possono far rientrare in una serie di categorie diagnostiche che facilitano il riconoscimento all’interno di una “nominazione patologica”. Nominazione creata dai clinici per la passione nosografica.
    La particolarità di ciascuno non potrà però mai rientrare in delle caselle ed è per questo che il lavoro va costruito seduta per seduta, scardinando le parole, i gesti, gli sguardi, i suoni diventati monolitici per arrivare a costruire un rapporto del soggetto con il proprio desiderio.

  • IL CORPO E IL SOGGETTO

    Cosa alimenta il soggetto? Di che soggetto stiamo parlando?

    Sono le parole che alimentano il soggetto dell’inconscio. Le stesse parole che hanno segnato il corpo e che in qualche modo hanno reso quel soggetto: “una brava ragazza”, “un ragazzo a modo che dice sempre sì”. Potremmo continuare con una serie di parole significative che incidono in maniera permanente. La funzione del rapporto alterato con il cibo porta l’impronta che il soggetto stesso sceglie, in maniera inconsapevole, tracciandone la sua forma: nel corpo e sul corpo. Magro, tondo, scolpito, sano, il corpo lo si abita e nei disturbi alimentari lo si fabbrica.

  • IL cibo come soluzione

    Anoressia, Bulimia, Obesità, Disturbi da Alimentazione Incontrollata, Vigoressia, Ortoressia, Altri Disturbi Alimentari: una pluralità di nomi che definiscono il rapporto particolare di ogni soggetto con il cibo. Il cibo svolge una funzione centrale per gli esseri viventi. Non si può vivere senza cibo. Ma il cuore dei disturbi alimentari è effettivamente il rapporto con il cibo?
    I Disturbi Alimentari sono delle patologie che non hanno un’origine organica. Si potrebbero definire come una soluzione sintomatica che la persona mette in gioco per porre una distanza, per esempio: per dire un no, per dire un sì. Il cibo diventa un’occasione per mettere in forma la propria sofferenza particolare.

nominare la patologia

Le diverse manifestazioni sintomatiche dei disturbi del comportamento alimentare possono apparentemente appartenere ad una grande categoria che facilita il soggetto a riconoscersi e per questo ad accedere ad una “nominazione patologica”. Nominazione patologica creata dai clinici per la passione nosografica. La particolarità di ognuno non potrà mai rientrare in una casella ed è per questo che il lavoro va costruito seduta per seduta, scardinando le parole, i gesti, gli sguardi, i suoni diventati monolitici per arrivare a costruire un rapporto del soggetto con il proprio desiderio.

il corpo e il soggetto

Cosa alimenta il soggetto? Di che soggetto stiamo parlando? Sono le parole che alimentano il soggetto dell’inconscio. Le stesse parole che hanno inciso il corpo  e che in qualche modo hanno reso quel soggetto “una brava ragazza”, “un ragazzo a modo che dice sempre sì”. Potremmo continuare con una serie di esempi di “parole significative” che incidono in maniera permanente. La funzione del rapporto alterato con il cibo porta l’impronta che il soggetto stesso sceglie, in maniera inconsapevole, tracciandone la sua forma: nel corpo e sul corpo. Magro, tondo, scolpito, sano, il corpo lo si abita e nei disturbi alimentari lo si fabbrica.

il cibo come soluzione

Anoressia, Bulimia, Obesità, Disturbi da Alimentazione Incontrollata, Vigoressia, Ortoressia, altri Disturbi Alimentari: una pluralità di nomi che definiscono il rapporto particolare di ogni soggetto con il cibo. Il cibo svolge una funzione centrale per gli esseri viventi. Non si può vivere senza cibo.
Ma il cuore dei disturbi alimentari è effettivamente il rapporto con il cibo?

I Disturbi Alimentari sono delle patologie che non hanno un’origine organica. Si potrebbero definire come una soluzione sintomatica che la persona mette in gioco. Ed allora il disturbo alimentare diventa una soluzione per mettere una distanza, per esempio, per dire un no, per dire un sì. Il cibo diventa un’occasione per mettere in forma la propria sofferenza soggettiva.

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