Un percorso che si può fare, insieme

I disturbi alimentari sono patologie psichiche complesse che incidono negativamente sulla salute e sulla vita relazionale. L’ossessione per il proprio corpo fa disperdere molte energie e, nonostante le buone intenzioni, la persona spesso non riesce ad uscirne. Quando la persona riconosce che si trova in un momento critico, farsi aiutare da chi conosce il suo problema diventa l’occasione per capire più a fondo il proprio disturbo e costruire con l’aiuto dell’altro la propria domanda di cura. Insieme si può intraprendere un percorso di cambiamento e di costruzione di un’identità integrata.

Centri Fida in italia

FIDA È PRESENTE CON CENTRI ASSOCIATI RIVOLTI ALLA PREVENZIONE E TRATTAMENTO DEI DISTURBI ALIMENTARI ED OPERA ATTRAVERSO UN’EQUIPE MULTIDISCIPLINARE E TERAPEUTI DI RIFERIMENTO SPECIALIZZATI NEI DCA.

  • DIAGNOSI E IDENTITA’

    Le diverse manifestazioni sintomatiche sono descritte in categorie diagnostiche che aiutano a riconoscersi e a dare un nome a ciò che si sperimenta.

    Dal sintomo, però, è necessario passare al senso.
    Infatti attraverso il corpo si può parlare della propria storia, del proprio dolore e di ciò che  fa soffrire attualmente.
    Riconoscere il senso toglie dal paradosso in cui più si cerca l’autonomia e più ci si trova intrappolati nella dipendenza patologica dall’altro.

  • IL CORPO E IL SOGGETTO

    Il corpo sembra essere al centro dei pensieri ossessivi che caratterizzano i disturbi alimentari:

    la persona cerca con fatica di scegliere la propria forma estetica e di costruire il proprio corpo.
    Ma sono pensieri sul corpo visto attraverso le paure della mente, che si situa a distanza dalla percezione del corpo reale con i suoi bisogni.
    Tutte le sensazioni del corpo sono allontanate, dissociate oppure cancellate dall’ansia o dall’angoscia: il corpo a cui potersi aggrappare per sentire di esistere non viene più ritrovato.
    C’è una ricerca dell’identità, ma contemporaneamente si accentua la disarmonia fra corpo e mente.

  • IL cibo come soluzione

    Anoressia, bulimia, obesità, alimentazione incontrollata, vigoressia, ortoressia e altri disturbi alimentari sono forme diverse che esprimono un rapporto problematico e specifico che la persona ha con il cibo.

    Ma l’essenza dei disturbi alimentari non è nel rapporto con il cibo; è piuttosto la ricerca di una “soluzione” soggettiva, anche se sintomatica, al proprio disagio psicologico.

    Attraverso il cibo la persona cerca di gestire una sofferenza interiore e tenta di trovare nel corpo un organizzatore della propria identità.

    Il corpo può essere utilizzato per tante finalità diverse: per porre una distanza da qualcosa o da qualcuno, per sentirsi apprezzati, per anestetizzarsi e per molto altro, per ognuno in modo diverso.

DIAGNOSI E IDENTITA’

Le diverse manifestazioni sintomatiche sono descritte in categorie diagnostiche che aiutano a riconoscersi e a dare un nome a ciò che si sperimenta.

Dal sintomo, però, è necessario passare al senso.
Infatti attraverso il corpo si può parlare della propria storia, del proprio dolore e di ciò che  fa soffrire attualmente.
Riconoscere il senso toglie dal paradosso in cui più si cerca l’autonomia e più ci si trova intrappolati nella dipendenza patologica dall’altro.

il corpo e il soggetto

Il corpo sembra essere al centro dei pensieri ossessivi che caratterizzano i disturbi alimentari: la persona cerca con fatica di scegliere la propria forma estetica e di costruire il proprio corpo.
Ma sono pensieri sul corpo visto attraverso le paure della mente, che si situa a distanza dalla percezione del corpo reale con i suoi bisogni.
Tutte le sensazioni del corpo sono allontanate, dissociate oppure cancellate dall’ansia o dall’angoscia: il corpo a cui potersi aggrappare per sentire di esistere non viene più ritrovato.
C’è una ricerca dell’identità, ma contemporaneamente si accentua la disarmonia fra corpo e mente.

il cibo come soluzione

Anoressia, bulimia, obesità, alimentazione incontrollata, vigoressia, ortoressia e altri disturbi alimentari sono forme diverse che esprimono un rapporto problematico e specifico che la persona ha con il cibo.

Ma l’essenza dei disturbi alimentari non è nel rapporto con il cibo; è piuttosto la ricerca di una “soluzione” soggettiva, anche se sintomatica, al proprio disagio psicologico.

Attraverso il cibo la persona cerca di gestire una sofferenza interiore e tenta di trovare nel corpo un organizzatore della propria identità.

Il corpo può essere utilizzato per tante finalità diverse: per porre una distanza da qualcosa o da qualcuno, per sentirsi apprezzati, per anestetizzarsi e per molto altro, per ognuno in modo diverso.

#fidatidifida – ascolto online

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FIDA

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