L’equilibrio interrotto: il disturbo del comportamento alimentare nel contesto familiare

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono delle condizioni psicopatologiche che minacciano di intaccare il contesto relazionale e l’equilibrio familiare.

Di fatti, la famiglia del paziente costituisce la struttura relazionale privilegiata all’interno della quale il soggetto, portatore di disagio, si trova implicato e diviene il luogo in cui il disturbo stesso si manifesta più intensamente e in tutte le sue sfaccettature (Tafà et al., 2017).

Vivere a stretto contatto e prendersi cura di una persona affetta da DCA pare non sia un compito semplice: spesso si associa ad elevati livelli di stress psicologico e scarsa qualità di vita dei genitori (Kyriacou, Treasure e Shmidt, 2008), associato ad un ingente carico emotivo. Oltre all’importanza del funzionamento familiare e delle caratteristiche e qualità delle relazioni tra i membri della famiglia, diversi studi hanno recentemente dimostrato un associazione tra DCA in soggetti adolescenti e rischio psicopatologico dei genitori (es. sintomi ansiosi e depressivi; Tambelli et al. 2015).

Quando il disturbo alimentare irrompe e scardina gli equilibri e i piani della vita familiare, ci si trova a confrontarsi con qualcosa che è difficile da capire, che spesso non si conosce, svalutandone la rilevanza o descrivendo il problema come qualcosa che riguarda solo il paziente (Calabrò et al. 2019). Per cui, il primo approccio al DCA di un congiunto, da parte della famiglia, è tendenzialemente associato all’insorgenza di sentimenti contrastanti quali: senso di colpa, rabbia, delusione, senso di impotenza, disperazione e paura.

Da un lato, le modificazioni delle interazioni familiari e della qualità delle relazioni, conseguenti all’insorgenza del DCA, possono contribuire al mantenimento del sintomo, evidenziando così l’impossibilità di cambiare schemi rigidi e disfunzionali rispetto alla guarigione (Treasure, Sepulvede, MacDonald, Whitaker, Lopez, Zabala et al., 2008). Dall’altro lato però, la famiglia può divenire risorsa, ossia un ponte tra il paziente e il contesto socio-assistenziale, in cui la comprensione profonda da parte dei genitori di quegli aspetti più nascosti rispetto ad altri invece visibili, divengono strumento per la ri-costruzione di una relazione reciprocamente empatica.

Pertanto, è possibile ipotizzare l’esistenza di contesti relazionali che aiutano e che curano e di altri che, invece, creano circuiti viziosi in cui, con l’intento di curare o riparare un equilibrio svanito, si sfocia in alti costi affettivo-emotivi, cognitivi, familiari e sociali.

La particolarità e la complessità dei disturbi del comportamento alimentare, l’abbassamento dell’età di esordio e la gravità delle conseguenze cliniche e psicologico/psichiatriche ad esso correlate, impongono la pianificazione di interventi e percorsi specifici ed efficaci negli ambiti della prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione, che tengano sempre più in considerazione il contesto familiare.

Dott.ssa Debora La Rubina

Bibliografia:

– Calabrò, A., Beduglio, S., Lupo, R., & Bardone, L. (2019). Valutazione dei bisogni dei genitori di soggetti affetti da Disturbi Alimentari e l’efficacia dell’home treatment (HT): revisione narrativa della letteratura. Evaluation, 1(2), 19-28

– Kyriacou, O., Treasure, J. & Schmidt, U. (2008). Understanding how parents cope with living with someone with anorexia nervosa: modelling the factors that are associated with carer distress. International Journal of Eating Disorders 41: 233-242.

– Tafà, M., Cimino, S., Ballarotto, G., Bracaglia, F., Bottone, C., & Cerniglia, L. (2017). Female adolescents with eating disorders, parental psychopathological risk and family functioning. Journal of Child and Family Studies, 26(1), 28-39.

– Tambelli, R., Cerniglia, L., Cimino, S., & Ballarotto, G. (2015a). Parent-infant interactions in families with women diagnosed with postnatal depression: a longitudinal study on the effects of a psychodynamic treatment. Frontiers in Psychology, 6, 1210.

– Treasure, J., Smith, G. D. & Crane, A. M. (2007). Skills-based Learning for Caring for a Loved One with an Eating Disorder: The New Maudsley Method. London: Routledge.