LA RELAZIONE SIMBIOTICA MATERNA COME PRELUDIO DEL SINTOMO ANORESSICO

All’interno di un contesto familiare, quando uno dei membri presenta un disturbo alimentare, è di fondamentale importanza rivolgere la propria attenzione non solo all’individuo che presenta la sintomatologia, ma anche alla famiglia stessa. Quest’ultima, infatti, ha un ruolo fondamentale nell’evoluzione e gestione del sintomo (Siegel, Brisman, & Weinshel, 1995).

Il rapporto tra un figlio ed i suoi genitori è estremamente importante, in quanto agisce e condiziona la percezione che lui avrà di sé stesso e della realtà circostante andando di conseguenza a plasmare anche le sue future relazioni affettive (Sepe, 2018).

Numerosi studi empirici e clinici, rivelano come uno stile di attaccamento insicuro con i propri caregivers, possa divenire un fattore predisponente in grado di favorire l’esordio di alcuni disturbi del comportamento alimentare in età adolescenziale (Corte, 2005).

Come ben sappiamo l’adolescenza è un periodo critico e complesso della fase evolutiva, nel quale si va incontro ad un processo di separazione, disidentificazione / identificazione dalle figure genitoriali.

Le giovani adolescenti, in tale fase di crescita, dovrebbero separarsi dalla figura materna e, allo stesso tempo, identificarsi con essa al fine di poter così acquisire un ruolo femminile adulto. Un blocco in tale processo, se non risolto, può condurre a sviluppare un sintomo anoressico come risposta evolutiva. Ne è un esempio il rapporto simbiotico che può crearsi tra madre e figlia, all’interno del quale le due figure si percepiscono come elementi appartenenti allo stesso organismo (Ferrari, 2021). Si tratta di un rapporto insano, caratterizzato da una vera e propria dipendenza affettiva e da un “nutrirsi” reciproco tra le due parti. La giovane adolescente, infatti, esperisce se stessa come un’estensione della figura materna e non come un individuo autonomo ed indipendente. La radicale perdita di peso permette alla ragazza di sembrare molto più giovane della sua reale età, rimanendo così aggrappata ad un’eterna infanzia. Questo, di conseguenza, andrà a nutrire sempre di più la fantasia materna, costruita su un’immagine infantile della figlia da cui la madre non riesce a separarsi (Ferrari, 2021).

Tale circolo vizioso può dunque andare a compromettere la crescita e la salute stessa della giovane adolescente.

Alla luce di tali considerazioni, all’insorgere del disturbo alimentare, si cerca di procedere attraverso un trattamento multidisciplinare-integrato, capace di tener conto non solo del soggetto e del suo sintomo ma anche del contesto e delle dinamiche familiari in cui è inserito. Possiamo così notare come la gravità del disturbo, le caratteristiche della famiglia e del singolo, siano elementi di uguale importanza su cui dover lavorare al fine di favorire il benessere dell’individuo (Lauro, 2021).

Dott.ssa Rossella Ottaviani

BIBLIOGRAFIA:

Corte, B. (2005). Attaccamento e Disturbi Alimentari.

Ferrari, G. (2021). Percorsi di comprensione dei disturbi del comportamento alimentare.

Lauro, G. (2021). Dinamiche psichiche delle madri di pazienti con anoressia nervosa. Psiconline.it

Sepe, A. M. (2018). Come riconoscere un rapporto tossico con la madre. Psicoadvisor.

Siegel, M., Brisman, J., & Weinshel, M. (1995). Come sopravvivere all’anoressia e alla bulimia: strategie per famiglie e amici. Feltrinelli.