La bulimia

UNA PATOLOGIA POCO EVIDENTE

Quando si parla di disturbi del comportamento alimentare, si è soliti pensare all’anoressia e all’eccessiva magrezza. In realtà, lo spettro delle patologie alimentari è ben più ampio e, molto spesso, poco riconosciuto dai familiari o dagli amici. Un esempio, è ciò che accade ai soggetti bulimici.

DI COSA SI TRATTA?

La bulimia è una patologia che colpisce circa il 2% della popolazione. E’ caratterizzata dall’introduzione di una quantità di cibo significativamente maggiore rispetto a quella che consumerebbe una persona normale, nello stesso intervallo di tempo.

Tale condotta agisce negativamente sulla persona, non solo a livello psicologico ma anche a livello medico. Pertanto, è possibile riscontrare: un indebolimento del cuore, aritmie, modificazione dei liquidi corporei e degli elettroliti, disidratazione, carenza di potassio e magnesio, ulcere, compromissione degli organi.

UN DOLORE NASCOSTO

La persona bulimica tende a non mostrare a tutti il proprio dolore. Si tratta, quindi, di un dolore taciuto e rifiutato; un sintomo che esprime il bisogno di vicinanza dell’altro e, allo stesso tempo, la ricerca di una propria autonomia.

LA BULIMIA: UN’ILLUSIONE

La caratteristica principale della bulimia è un circuito in cui la persona passa dal desiderio del controllo costante della fame, ad una fase di fallimento di queste aspettative.

La trasgressione di tali regole è vissuta come una pesante sconfitta, con conseguente senso di vergogna e paura di ingrassare; tali vissuti reinnescano nuove abbuffate e di nuovo senso di colpa, sfiducia in se stessi e il desiderio di riparazione e autopunizione.

UNA CONDOTTA DI ESPULSIONE

Le abbuffate diventano incontrollabili e la persona smette di mangiare solo quando si sente piena fino al malessere.

Dopo l’abbuffata, scatta la necessità di eliminare il cibo ingerito. Di solito, si fa ricorso al vomito autoindotto o a lassativi e diuretici. Il vomito consente di soddisfare il desiderio di cibo e, al tempo stesso, libera il corpo dalle intollerabili conseguenze della sua ingestione.

ANORESSIA E BULIMIA: UN CONFINE SOTTILE

Spesso, si crea un’altalena di periodi in cui domina la fame bulimica incontrollabile, ed altri in cui domina la rinuncia anoressica.

Gli esperti concordano sul fatto che tra anoressia e bulimia ci sia un considerevole legame. La caratteristica che più accomuna le due patologie è l’alterazione della percezione della propria immagine corporea. In una recente ricerca, in cui ai soggetti con disturbi alimentari sono state presentate immagini di corpi femminili con diverso peso corporeo, si chiedeva di scegliere quali disegni rappresentassero meglio il proprio peso e quali potessero indicare il loro aspetto ideale, è emersa una sopravalutazione delle proprie dimensioni corporee e la scelta di figure estremamente esili come ideale. Quindi, il soggetto bulimico ha in mente un corpo anoressico e il sintomo bulimico corrisponde al fallimento del progetto anoressico.

DINAMICHE FAMILIARI

E’ possibile che all’interno del nucleo familiare, si creino delle relazioni morbose tra i membri, che impediscono ogni forma di crescita e indipendenza personale. Queste relazioni disfunzionali possono portare i genitori a proiettare delle aspettative di perfezione, che vengono inconsciamente assimilate dai propri figli e che possono sfociare nel disturbo alimentare. L’importanza di riconoscere questi comportamenti alimentari è fondamentale, perchè possono danneggiare gradualmente la propria vita e quella delle persone più care. Per questo motivo, l’intervento tempestivo di specialisti risulta il metodo di cura più efficace per affrontare queste problematiche.