Disagi contemporanei

Nella società contemporanea si riscontra sempre più frequentemente la fatica a stare nel legame, sia che si tratti della relazione con un altro soggetto, sia che riguardi l’utilizzo di un oggetto. In entrambi questi frangenti, la difficoltà ha a che fare con un eccesso che sembra caratterizzare il legame, trasformando un aspetto essenziale (forse necessario/indispensabile) della vita in una fonte di disagio e malessere.

Ne sono esempio le dolorose complicazioni che si verificano nelle relazioni d’amore, sia nel tempo della costruzione che in quello della separazione, con un carico di insoddisfazione e sofferenza che travolge i soggetti e che sembra non lasciare intravedere vie di alleggerimento. Altre situazioni permeate dalla sensazione di oltrepassare ogni limite possono riguardare l’utilizzo degli strumenti tecnologici, come il pc, il cellulare e, attraverso di loro, l’accesso ai social network, ai videogiochi.

Il soggetto può non accorgersi immediatamente che il suo coinvolgimento stia prendendo la direzione di un malessere. Il disagio psicologico si manifesta nel tempo, in forme sintomatiche contemporanee differenti dal passato. Oltre che in sregolati rapporti con il cibo (come nei disturbi alimentari), può presentarsi come ansia, insicurezza, senso di solitudine, disturbi del sonno, panico, depressione, oppure irrequietezza, alterazione dell’umore, aggressività o insoddisfazione costante.

Sofferenza per amore : in alcuni momenti o situazioni una relazione può divenire una fonte di grande sofferenza, ad esempio quando si investe smisuratamente nel rapporto e si sente di non essere ricambiati. Eppure, nonostante la tristezza possa arrivare a toccare momenti di profonda disperazione, pare impossibile sganciarsi, votati a fare qualsiasi cosa per l’altro, senza limite. Come fosse una dipendenza affettiva.

Stress lavorativo e professionale : quando il lavoro è vissuto come unico appoggio del proprio stare al mondo, può condurre a comportamenti eccessivi e iperattivi. L’imperativo che governa la contemporaneità – “Lavora! Produci!” – può arrivare al soggetto in modo distruttivo, basti pensare ai casi di burn out o di mobbing ma, anche, a situazioni lavorative precarie, vissute senza la certezza del rinnovo di un contratto o nel terrore di un disinserimento sociale.

In giovane età, dai primi incontri con la didattica fino ai percorsi accademici, anche un eccessivo investimento nella performance scolastica può portare il soggetto a paralizzarsi, a vivere in una condizione di forte stress, quando nell’orizzonte di crescita e maturazione null’altro trova posto se non il dato numerico della votazione.

Internet, gioco d’azzardo, video giochi, social network: Le tecnologie possono diventare, da strumenti di lavoro o semplici passatempo/occasioni di incontro e comunicazione, a veri e propri oggetti di dipendenza, cioè meccanismi da cui non ci si riesce a distaccare. Il disturbo da abuso della rete telematica (IAD, Internet Addiction Disorder) è un disturbo da dipendenza associato a un uso intensivo e ossessivo di internet in tutte le sue modalità. La dipendenza dalle nuove tecnologie ha avuto una diffusione epidemica negli ultimi anni non solo tra le nuove generazioni ma, anche, tra il resto della popolazione. La rete sembra in grado di poter soddisfare da sola l’essere umano, lasciando poco spazio  al desiderio e alle relazioni interpersonali. Oltre alla navigazione sui social e alla visualizzazione di filmati, permette di cercare e trovare notizie, informazioni, forum sugli argomenti più disparati ma, anche, giochi online (d’azzardo e non), contatti amorosi e sessuali, pornografia.