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Ortoressia: quando la ricerca di norme alimentari salutari maschera una condotta patologica – Dott.ssa Eva Bocchiola

L’ortoressia è una patologia alimentare caratterizzata da una eccessiva attenzione alle scelte alimentari salutari con una conseguente drastica riduzione degli alimenti ritenuti nocivi. Anche tutti i cibi che sono venuti a contatto con antiparassitari o che contengano aromi e conservanti artificiali sono guardati con sospetto, in una continua progressione di eliminazione dalla dieta.

Nel discorso contemporaneo, i media dedicano ampio spazio alle informazioni riguardanti una corretta alimentazione, propongono articoli, libri, film, interviste a specialisti ed esperti, dove vengono ampiamente citate ricerche mediche che illustrano i benefici ma anche i potenziali rischi di molti alimenti. Il discorso sottostante, assunto religiosamente, è che una dieta corretta associata a uno stile di vita salubre possa aiutare il corpo umano a curarsi ed a proteggersi dalle malattie, assicurando una vita più lunga.

Seguire una dieta sana non significa essere ortoressici e non c’è niente di sbagliato nel mangiare sano, i soggetti che soffrono di ortoressia non hanno però un interesse per un’alimentazione salutare, in loro non c’è passione o motivazione quanto piuttosto una fissazione patologica. Gli ortoressici si impongono forti restrizioni e difficilmente si discostano dalle regole dietetiche che si sono auto-prescritti, anche perché deviando dalle linee guida incontrano il senso di colpa e il disprezzo di sé. Nel tentativo di controllare la purezza e la qualità del cibo, le scelte alimentari possono diventare così limitate, sia nella varietà sia nelle calorie, da danneggiare la condizione fisica a causa di insufficienze nutrizionali. Ai problemi riguardanti la salute del corpo si associano quasi inevitabilmente problemi sociali e psichici, l’ossessione per un’alimentazione pura crea disturbi d’ansia di vario tipo e la capacità di intrattenere normali conversazioni è ostacolata da pensieri intrusivi sul cibo. Inizialmente, il rispetto delle restrizioni dietetiche può avere anche un effetto euforizzante portando queste persone a sentirsi in controllo quindi forti della loro condotta “virtuosa”, ma poiché pianificano quotidianamente la loro vita intorno al cibo, mangiare fuori casa può diventare così stressante da arrivare ad isolarsi socialmente, mettendo a dura prova le relazioni man mano meno importanti rispetto al mantenimento degli schemi alimentari.

Anche se apparentemente i soggetti con sintomi ortoressici sembrano motivati dalla ricerca di buone norme nutritive ci sono fattori e paure di base che li portano a controllare il cibo come soluzione per contenere ansie più profonde che non riescono ad affrontare o a simbolizzare. Le paure potrebbero avere radici lontane ed essere riattivate da timori per la salute o dal tentativo di rafforzare la propria identità in seguito a una delusione amorosa, un lutto, la perdita di un lavoro o altro.

Ad una limitazione, per esempio, di insaccati, zuccheri o glutine, si sommano altre restrizioni dietetiche che possono allargarsi ad intere categorie talvolta stravaganti come il rifiuto di assumere cibi “rossi” o il togliere dalla dieta interi gruppi di alimenti che in comune hanno solo un tratto o un’assonanza. Come nel caso di una giovane donna che, nel tentativo di contenere i pensieri ossessivi e le preoccupazioni per la salute, è incorsa in una forte perdita di peso in poche settimane prendendo letteralmente “alla lettera” le indicazioni del medico che per guarire da una colite le aveva genericamente suggerito di togliere gli alimenti con la lettera “L” (latticini, lieviti e legumi).

Pur presentando tratti, quali dimagrimento severo e rinuncia alla vita sociale, fenomenologicamente simili a una anoressia, la posizione soggettiva e l’ambito logico di riferimento è totalmente diverso. Una ortoressica sarà ossessionata dall’ideare e mantenere la dieta “perfetta” piuttosto che un peso ideale, si fisserà per mangiare cibi che in base alla sua sensazione, o in base ai suggerimenti di persone in cui ripone la sua fiducia, siano puri e naturali ma non si interesserà più di tanto all’immagine che le viene restituita dallo specchio. L’anoressica soffre di dispercezione corporea, disturbo che porta a vedere e percepire il proprio corpo in modo alterato rispetto alla realtà, si vede grassa pur se scheletrica e non può tollerare anche solo pochi etti in più, è ossessionata dal peso e dall’immagine. L’ossessione del peso è uno dei principali segni di un disturbo alimentare, ma non è un sintomo di ortoressia.

Dott.ssa Eva Bocchiola

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