L’ascolto della parola del genitore e gli effetti per il figlio

Un genitore, quando preoccupato per i segnali di disagio o di sofferenza provenienti da un figlio, si domanda quale sia il modo per portare un aiuto. Accorgersi delle difficoltà e fare loro un posto nel discorso è già un passo molto importante. D’altra parte, trovare le parole e il momento adatto per affrontare argomenti delicati può rivelarsi alquanto complicato, spesso ci si interroga su come introdurre il tema, che soluzione proporre. Può accadere anche che il figlio neghi con tenacia ogni malessere, forse perché non è ancora, per lui, il tempo per parlarne, né per domandare un aiuto. Sempre di più, i genitori si sentono persi, impotenti e immobilizzati dall’inquietudine e dal timore di non sapere come fare.

L’esperienza ha mostrato come il sostegno clinico alla madre e/o il padre possa produrre cambiamenti: se qualcuno della famiglia, aiutato da un terapeuta, inizia a mettere in parola problemi, dubbi, impasses che, inevitabilmente, si incontrano quando si è genitori, si verificano, di riflesso, effetti terapeutici anche sugli equilibri familiari e sulla posizione sintomatica del giovane.

Per questo, a Kliné invitiamo i genitori a venire in prima persona a raccontare cosa sta succedendo nelle loro vite, riceviamo la loro angoscia, ma anche la loro solitudine e il senso di impotenza di fronte, ad esempio, a un forte dimagrimento, a un mangiare continuo o ad altre manifestazioni di malessere dei figli. Accogliamo la loro parola singolare e puntiamo ad estrarre dal discorso familiare ciò che si ripete instancabilmente. L’ascolto assegna un valore fondamentale alla parola del soggetto, permettendo l’elaborazione delle cause della sofferenza e il rinvenimento di altri modi per stare nel legame con il figlio.

Per effetto di questo lavoro del genitore, può accadere che, in un secondo tempo, il figlio rivaluti l’offerta di uno spazio esclusivo di ascolto per sé, potendo coglierla, a questo punto, come un’opportunità, piuttosto che una costrizione o una censura sorda del proprio sintomo.

La cifra di un trattamento analitico consiste nel consentire di tenere aperto il discorso familiare per poter incorporare la singolarità di ciascun membro, uno per uno.

Dott.ssa Eva Bocchiola e Dott.ssa Benedetta Faraglia
Associazione Kliné-FIDA Milano