Obesità e Disturbo da Alimentazione Incontrollata

Obesità

L’obesità colpisce sia gli uomini che le donne in percentuali molto simili.

L’obesità è associata a vari comportamenti alimentari, dall’abuso di alimenti dolci o di un solo alimento dolce, agli attacchi di fame notturni, al continuo sgranocchiamento durante il giorno, all’iperfagia cioè il mangiare troppo durante i pasti, al disturbo da alimentazione incontrollata.

Le persone affette da questo disturbo mangiano eccessivamente in risposta ai più diversi stati emotivi e spesso senza sentire la percezione di essere affamati.

La risposta per tutti gli stati d’animo diventa il cibo che funziona come anestetico, auto-consolazione e come contenimento dell’ ansia.

Tale comportamento produce, nell’immediato, una sensazione di sollievo ma poi prendono il sopravvento le sensazioni negative di disprezzo per sé stessi, disgusto, colpa e vergogna, associate a stanchezza , sonnolenza improvvisa e mal di stomaco.

Le persone con sovrappeso o obesità cercano costantemente di seguire un regime alimentare e di effettuare un controllo su quanto mangiano.

Spesso però perdono il controllo ed effettuano delle abbuffate che, solitamente, avvengono in solitudine e che generano sentimenti depressivi.

Spesso hanno effettuato mille tentativi di diete che sono costantemente falliti con la conseguenza di farle sentire persone con “scarsa volontà, deboli, incapaci di essere forti e determinate”.

Questi continui fallimenti inducono depressione che genera nuovamente bisogno di cibo, attivando così un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.

CURA

Le persone con sovrappeso e obesità sono in difficoltà sia con l’immagine del proprio corpo sia con il cibo.

Il corpo, spesso rifiutato perché sentito come “grosso, brutto e ingombrante”, è un corpo che si cerca di mascherare, coprire il più possibile e che spesso mette in difficoltà, tanto da arrivare a rifiutare le uscite e i luoghi pubblici per evitare di sentirsi a disagio.

Questi sentimenti possono produrre nel tempo un graduale ritiro sociale.

La cura di questa patologia alimentare, effettuata da un’équipe multidisciplinare, può aiutare la persona a comprendere e tollerare le emozioni, l’ansia e le difficoltà relazionali che incontra nella quotidianità in modo da poter riuscire a trovare un rapporto sostenibile con il cibo e il corpo.

Disturbo da Alimentazione Incontrollata

Con il termine Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI) si intende una modalità psicologica e comportamentale frequentemente presente tra i soggetti sovrappeso ed obesi.
Caratteristica di tale disturbo è una particolare modalità di alimentazione definita “abbuffata” (dal termine anglosassone “binge eating”) durante la quale il soggetto solitamente ingerisce una grande quantità di cibo in un periodo limitato di tempo, sperimentando la sensazione soggettiva di perdita di controllo; l’episodio di abbuffata si conclude con una spiacevole sensazione di pienezza gastrica e con sensazioni emotive a connotazione negativa quali disgusto, tristezza, vergogna e senso di colpa.
Le persone affette da DAI non ricorrono regolarmente a condotte di compenso eliminatorie quali vomito o digiuno, lassativi e/o diuretici, esercizio fisico intenso.
Il disturbo da alimentazione incontrollata colpisce varie fasce d’età, dall’infanzia all’età adulta, sia donne che uomini, e si può presentare anche in persone che non hanno sofferto in precedenza di disordini alimentari.
Questo disturbo si insinua nella vita quotidiana, è spesso nascosto o confuso con l’obesità e frequentemente non è riconosciuto dalla persona che ne è affetta, la quale non capisce perché tutte le diete falliscano.
Le persone che soffrono di questo problema spesso mostrano una notevole compromissione delle relazioni interpersonali fino ad arrivare ad un completo isolamento e ritiro sociale.
Il disturbo da alimentazione incontrollata è spesso associato ad aspetti di comorbidità psichiatrica quali depressione, ansia, discontrollo degli impulsi e difficoltà ad identificare e riconoscere le proprie emozioni: il cibo assume così il significato di una risposta finalizzata al controllo delle proprie emozioni.