Il glamour della psicoanalisi – M. Focchi

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L’aspirazione a regolare la sessualità sulla falsariga di uno schema nuziale non proveniva dai concetti freudiani, quanto piuttosto da una psicoanalisi in cerca di riconoscimento sociale, e quindi bisognosa di normalità. Quest’epoca è tramontata insieme al miraggio che un trattamento psicoanalitico produca normalità.

Con la formula provocatoria “ non c’è rapporto sessuale”, Lacan esprime esattamente l’idea che nella ricerca del partner l’essere umano non ha un canone da seguire, non ha regole che lo aiutino, non c’è qualcosa di prescritto nel simbolico in questo caso, e per stabilire una relazione l‘essere umano non segue la via diretta, ma passa per i propri fantasmi. Per questo il rapporto con l’oggetto causa di desiderio, quello che abbiamo chiamato il plusgodere, il godimento in spiccioli, prende il posto della relazione con l’Altro sesso.

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M. Focchi, Il glamour della psicoanalisi, pag 156…

IL DELIRIO DI CONTROLLO E QUEL CHE E’ PIU’ FORTE DI NOI

Se la via nevrotica è quella di scotomizzare questa potenza, di sfuggirla cercando di ignorarla, subendone di conseguenza il contraccolpo, la via psicoanalitica consiste nel costruirci intorno per potervi attingere; è il contrario della prospettiva di una clinica ablativa del sintomo, è il bricolage del sintomo. Si tratta di fare qualcosa con ciò che altrimenti è un ostacolo, di fare qualcosa con ciò che è più forte di noi. Fare qualcosa, riutilizzare, è diverso controllare, reprimere, inibire, frenare. Occorre innanzitutto riconoscere la potenza di quel che, in noi, è più forte di noi. Fanno sorridere le terapie contemporanee che promettono strategie per tenere sotto controllo l’ansia, gestire il panico, governare l’angoscia, demolire la depressione. Il controllo è un delirio contemporaneo, figlio dell’età della tecnica. E’ la modernità che veste i panni del dottor Mabuse quando afferma che non esiste l’amore, ma solo la volontà di potenza.

( M. Focchi, Il glamour della psicoanalisi).