Il complesso di Telemaco, genitori e figli dopo il tramonto del padre – M. Recalcati

 

“Il padre non è più domanda di modelli ideali, di dogmi, di eroi leggendari e invincibili, di gerarchie immodificabili, di un’autorità meramente repressiva e disciplinare, ma di atti, di scelte, di passioni capaci di testimoniare, appunto, come si possa stare in questo mondo con desiderio e , al tempo stesso, con responsabilità. Il padre che viene oggi invocato non può essere il padre che ha l’ultima parola sulla vita e sulla morte, sul senso del bene e del male, ma solo un padre radicalmente umanizzato, vulnerabile, incapace di dire qual è il senso ultimo della vita ma capace di mostrare, attraverso la testimonianza della propria vita, che la vita può avere un senso”.

(Massimo Recalcati, Il complesso di Telemaco, genitori e figli dopo il tramonto del padre, pag 14).

“Certo il Telemaco omerico si aspetta di vedere all’orizzonte le vele gloriose della flotta vincitrice del padre-eroe. Eppure egli potrà trovare il proprio valore solo nelle spoglie di un migrante senza patria. Nel complesso di Telemaco in gioco non è l’esigenza di restaurare la sovranità smarrita del padre- padrone. La domanda di padre che oggi attraversa il disagio della giovinezza non è una domanda di potere e di disciplina, ma di testimonianza. Sulla scena non ci sono più padri-padroni, ma solo la necessità di padri- testimoni”.

(Massimo Recalcati, Il complesso di Telemaco, genitori e figli dopo il tramonto del padre, pag 13).