Elogio del fallimento, M. Recalcati

 

… Diversamente, molto malessere giovanile sembra oggi assumere le forme apatiche di un conformismo ordinario o di una compulsione a godere del tutto prive dell’eros del desiderio.

L’esperienza dell’analisi mostra che il frutto dell’albero non si chiama mai con un solo nome. E soprattutto non si chiama né “adattamento “, né “trasgressione”. Non è mai un frutto già conosciuto, un frutto seriale.

Il frutto che rende riconoscibile l’albero è sempre particolare, fuori serie, unico. Il frutto non coincide con il successo sociale o con l’affermazione professionale di una vita. Essere un albero capace di fruttificare non significa essere un albero di successo. Non esistono gerarchie nel desiderio, non esistono frutti di serie a o di serie b. Ciò che conta è far fruttare il proprio talento. Ciò che conta è dire di “sì!” alla contingenza illimitata dell’esistenza.

La realizzazione del soggetto del desiderio può seguire le vie più diverse.

(M. Recalcati, Elogio del fallimento, pag 12.)