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Sublimi note di solidarietà

 

Commento all’iniziativa dell’Associazione FANPIA del 24/02/2013

È stato uno di quei pomeriggi, che si vorrebbe non finissero mai, o che si ripetessero più spesso. Che c’è, infatti, di più bello della grande musica, eseguita ai massimi livelli, e della testimonianza dell’impegno, esplicato con umanità e competenza, per alleviare la sofferenza dei più deboli, vale a dire i bambini e gli adolescenti?

Il ‘miracolo’ è avvenuto domenica 24 febbraio, nel gremitissimo auditorium di Montegranaro, dove uno dei figli più illustri della cittadina capitale della calzatura, Francesco Di Rosa (primo oboe dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, già per quindici anni con lo stesso ruolo nella Filarmonica della Scala), accompagnato al pianoforte da Andrea Strappa, si è esibito in un concerto-conversazione organizzato per raccogliere fondi a favore dell’associazione Fanpia (Famiglie Neuropsichiatria Infanzia Adolescenza) onlus.

L’iniziativa, accolta con entusiasmo dal maestro Di Rosa, è partita da una famiglia di Montegranaro, che ha avuto modo di apprezzare direttamente l’opera di assistenza e sostegno, nei confronti dei piccoli pazienti e dei loro familiari, svolta dai volontari di Fanpia nell’ambito del reparto di Neuropsichiatria all’ospedale infantile Salesi di Ancona. Una rappresentante dell’associazione e una componente dell’èquipe medica hanno illustrato brevemente l’attività svolta in sede ospedaliera ed extraospedaliera.

Per quanto riguarda questo secondo aspetto, è stata sottolineata l’importanza del Centro riabilitativo non ospedaliero Libellula, rivolto ai bambini e adolescenti con disturbi del comportamento alimentare: il Centro, dopo quattro anni di proficua e intensa attività, rischia ora di dover chiudere i battenti per mancanza di finanziamenti pubblici. Ecco il senso della solidarietà – come ha sottolineato lo stesso maestro Di Rosa –, laddove le istituzioni non riescono a svolgere quello che dovrebbe essere il loro ruolo nei confronti dei cittadini, specialmente quelli più indifesi. E la solidarietà ha spiccato il volo sulle ali della ‘voce’ dolce e morbida dell’oboe, strumento nobile e antico, accompagnato dall’armonia del pianoforte.

Il pubblico, entusiasta, è stato trascinato in un excursus musicale appassionante dal Barocco, l’età d’oro dell’oboe, attraverso il Romanticismo, fino ai giorni nostri. Non meno godibili gli intermezzi discorsivi, nei quali il maestro Di Rosa, sollecitato dagli interventi del giornalista Tiziano Zengarini, ha ripercorso, citando anche simpatici aneddoti, le tappe principali della sua carriera già ricchissima di successi e riconoscimenti internazionali, nonostante la giovane età.

Paolo Marconi

Giornalista e Scrittore

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