Contatta il nostro Centro: 380.2118180




Dialoghi tra “ciechi” e “muti”

Commento all’incontro dei DCA dell’infanzia e dell’adolescenza 15/04/2013

 

Chi non ha sperimentato le ansie dei genitori (specialmente delle madri) sull’alimentazione dei figli, fin dai primi mesi di vita?

Ci sono madri, per le quali il proprio bambino non mangia mai a sufficienza. Madri che assillano il piccolo, lo rincorrono per la casa, perchè più mangia più cresce e diventa forte e sano.

“Mio figlio prende poco latte”. “Mio figlio non mangia”.

E’ il ritornello più frequente che i pediatri si sentono ripetere. Retaggio, forse, di una cultura in cui l’abbondanza di cibo era sinonimo di benessere e ricchezza e, dunque, proiezione sui figli di un’immagine di floridezza, augurio di agiatezza, salute e prosperità.

Sta probabilmente anche in questo approccio sbagliato l’origine di tanti disturbi alimentari, che insorgono in età sempre più precoce, addirittura nell’infanzia.

Se n’è parlato nella seconda di tre conferenze organizzate dal Centro HETA di Ancona.

I disturbi alimentari nell’infanzia e nell’adolescenza” era il tema, illustrato dagli interventi del Neuropsichiatra infantile, già Primario all’Ospedale Salesi, Cesare Cardinali, della Psicoanalista Giuliana Capannelli (Presidente del Centro HETA), del Dottor Lorenzo Zecchini (Federfarma di Ancona).

Ogni bambino – è stato sottolineato – ha un approccio diverso con il cibo, diverso soprattutto dall’ideale materno. L’alimentazione diventa così terreno di scontro, in cui la posta in gioco è altro dal cibo: il genitore, in ultima analisi, vi cerca la conferma della giustezza del proprio comportamento, la certificazione di avere assolto nel migliore dei modi al proprio ruolo; il bambino, dal canto suo, “chiede” al genitore il riconoscimento di sè come soggetto, non come semplice oggetto di attenzioni e speranze.

Il discorso si complica ulteriormente nell’adolescenza, quando i ragazzi vivono la trasformazione del proprio corpo come qualcosa che non riescono a dominare, ma piuttosto sono costretti a subire, e avrebbero bisogno di essere accompagnati in questo difficile cammino, di essere “visti”, non “condotti”, dal genitore.

Il disturbo alimentare, dunque, come sintomo di qualcos’altro, che non è andato per il verso giusto, già nell’infanzia e nell’adolescenza.

Quando purtroppo il disturbo alimentare è insorto e si è impadronito della psiche del bambino, o dell’adolescente, ne mina il corpo e, a volte, la sopravvivenza stessa, non c’è più tempo da perdere. E qui, oltre che di Psicoterapia, bisogna tornare a parlare in concreto di alimentazione: dal sondino naso-gastrico come mezzo salvavita nei casi più gravi, ai pasti assistiti, alla fase immediatamente successiva al pasto, quando l’ossessione del cibo (la sensazione di sentirsi pieni e, quindi, la necessità di trovare il modo per espellere l'”intruso”) invade la mente e ci si sente soli e soggiogati di fronte ad essa.

Fondamentale, in questa fase delicatissima, è il tipo di intervento di tutti gli operatori sanitari (e non solo, genitori compresi) coinvolti nel compito non facile di ripristinare il circuito interrotto che, attraverso il meccanismo fame-sazietà, porta al controllo interno del proprio corpo.

Uniformità di linguaggio negli operatori, da un lato; rispetto della singolarità di ogni soggetto, dall’altro: ecco il binario sul quale è necessario muoversi. Nella consapevolezza di trovarsi di fronte a un adolescente disposto anche a morire, per dimostrare che è vivo.

Tu mi chiedi di mangiare, per crescere, per realizzare quello che ti aspetti che io faccia. Io ti imploro, e sono determinato a morire per questo, anche se non riesco a dirtelo con le parole, che mi accompagni, sia testimone della mia ricerca di identità.

E’ in questo drammatico dialogo tra “ciechi” e “muti”, nello strettissimo sentiero tra l’angoscia/desiderio e la disperazione, che gli operatori sono chiamati a intervenire, a gettare un ponte, affinchè la parola possa tornare a superare il baratro della morte.

Paolo Marconi

Giornalista e scrittore


Piazza Armando Diaz, 2 - 60123 - Ancona - [t] 071.31868 - ancona@fidadisturbialimentari.it - Mappa del Sito | Note legali e privacy

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o un pulsante o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Privacy Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close