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Un mondo perfetto! E dietro l’apparenza?

Commento al convegno dell’11/12/2012, Ancona

Parlare dei disturbi alimentari non è semplice. Non è come parlare, facciamo un esempio, dei disturbi dell’apparato digerente. I nomi stessi – anoressia, bulimia, obesità – ci inducono quasi a prendere una “rispettosa” distanza (se il problema non ci tocca direttamente), o a chiuderci entro lo steccato del pudore (se siamo coinvolti in prima persona).

Forse perché si tratta di questioni dell’anima, più che del corpo. Anche se e’ proprio il corpo a rivelarne, in modo clamoroso e plateale, l’esistenza.

I disturbi del comportamento alimentare più che “malattie” (anche se, come le malattie tradizionalmente intese, hanno bisogno di essere curati) sono sintomi di qualcos’altro, che non sempre e’ facile individuare. Per questo, parlarne e sensibilizzare l’opinione pubblica, e’ importante. Addirittura fondamentale.

E’ il merito principale dell’iniziativa pubblica “Un mondo perfetto! E dietro l’apparenza?“, svoltasi ad Ancona nel ridotto del Teatro delle Muse, per iniziativa della Fondazione Regionale Arte nella Danza città di Ancona, in collaborazione con l’associazione HETA, che ha radunato, attorno allo stesso tavolo, esponenti delle istituzioni (Regione, Comune, Scuola, Sanità).

L’argomento è stato affrontato da una angolazione particolare, quella del mondo della danza, per poi spaziare, tuttavia, su tutta la società, perché i disturbi alimentari, purtroppo, coinvolgono un numero sempre crescente di giovani e giovanissimi, soprattutto ragazze, appartenenti a ogni ambito.

Le dimensioni allarmanti del fenomeno sono emerse dall’intervento di Giuliana Capannelli, Psicoterapeuta, Presidente dell’Associazione HETA, che ha parlato di 250 nuovi casi all’anno, che si manifestano nelle Marche, e dell’età sempre più precoce di chi soffre di disturbi del comportamento alimentare. Dalle rappresentanti del mondo coreutico – Eugenia Morosanu ed Amalia Salzano – è emersa la consapevolezza dei rischi, che un distorto rapporto tra la danza e il corpo può provocare; ma, al tempo stesso, la certezza che l’arte della danza aiuti i giovani a crescere, in un armonico sviluppo psico-fisico.

Importante la testimonianza della ballerina e attrice Alice Bellagamba, testimonial della fondazione Salesi, che ha detto tra l’altro: “Ho sofferto di anoressia e ne parlo liberamente” e, rivolta ai ragazzi e alle ragazze, li ha esortati: “Non vergognatevi, abbiate il coraggio di parlare del disagio con qualcuno della vostra famiglia, una cara amica. E chiedete di prendere un appuntamento con uno Psicologo che tratti questi disturbi. Perché purtroppo e’ una malattia che non e’ possibile curare da soli“.

Il momento più toccante della serata e’ stato l’intervento di Paola Giorgi, Vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, che ha raccontato il lungo e tormentato percorso personale, attraverso il quale ha affrontato e alla fine sconfitto l’anoressia. “L’anoressia – ha detto – si fa forte del pudore di riconoscere una debolezza, pudore che si trasforma nella non volontà e impossibilità di chiedere aiuto. Occorre avere tante mani tese, per decidere di aggrapparsi a una di queste e uscirne. Io credo di aver visto quelle mani, quando ho capito, che l’anoressia era più forte di me e ho deciso io di combatterla. Perché sapevo di essere più forte. E quelle mani, finalmente, le ho afferrate. Tutte. E sono tornata a vivere“.

Nella sua veste di rappresentante delle istituzioni, la Giorgi ha inoltre riferito l’impegno, assunto direttamente con lei dall’Assessore regionale alla Sanità, Almerino Mezzolani, affinché la Regione Marche intervenga concretamente, nell’ambito delle politiche sanitarie, sul problema dei disturbi del comportamento alimentare tra i giovani e giovanissimi.

 

Paolo Marconi

Giornalista e scrittore

 

 

 

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