“Tutto il pane del mondo” di F. De Clercq

CONSIGLIATO

PAROLE CHIAVE: Amore, Analisi, Cibo

 

Famosissimo primo lavoro della De Clercq da cui è nata ormai 20 anni fa  l’ABA (Associazione Bulimia Anoressia) operante in tutta Italia.

A parte il merito di aver rotto il silenzio sulla tragica quotidianità di chi soffre di anoressia-bulimia in un periodo in cui se ne parlava poco ( poiché considerato un tipo di dolore di cui vergognarsi e da nascondere), Fabiola ha mostrato chiaramente come dietro a rituali drammatici sul cibo ci sia ben altro.

Dinamiche familiari che non hanno funzionato, confusione di ruoli che hanno portato la piccola De Clercq a rimanere fissata in determinati meccanismi con l’altro che poi è stata costretta a riproporre sistematicamente sia nelle sue successive relazioni, sia nel suo rapporto di godimento “autistico” con il cibo, dapprima introdotto e poi rigettato.

“E’ soprattutto per arginare la depressione e la paura che mangio e vomito da 17 anni” scrive l’autrice facendo ben intuire la complessità e la profondità di una esistenza tenuta su da un sintomo alimentare che, ironia della sorte, tutto fa tranne che farla vivere. E con l’anoressia- bulimia la morte è non è solo una parola.

“Questo libro mi è costato molto perché è nato da una lunga elaborazione fatta attraverso l’analisi”. Se prima dell’analisi infatti racconti la tua storia con le parole dell’altro, a fine analisi produci un discorso intorno al tuo vissuto che ti appartiene: allora l’impasse si vede da un’altra angolazione,  il passato  elaborato diventa storia, e il desiderio trova finalmente una sua dimensione più sostenibile.

Per concludere trovo molto significativa, più di qualsiasi descrizione dettagliata  delle possibili cause dell’anoressia-bulimia (che poi, oltre ad essere multifattoriali creano un particolare e unico intreccio su ogni persona) le parole che, nel poscritto di della nuova edizione del libro, ad un certo punto la figlioletta Marzia rivolge alla madre ” Mamma, se tu non mi guardi io non esisto”.

Per questo mi sento di dire ad ogni genitore di tenere sempre a mente che, al di là dei buchi, blocchi, difficoltà che loro possono avere, davvero la vita inizia da uno sguardo dell’altro.

 

Giulia T.