“Mancarsi” di D. De Silva

CONSIGLIATO

PAROLE CHIAVE: pensieri, mancanza, racconto

 

Mancar-si. Il titolo, già è un mistero: quella particella “si” infatti, avvertivo nascondesse mille sfumature.

Il libro parla della storia di Irene e Nicola i cui  singoli pensieri, storie, dolori, rovine si richiamano, si rincorrono continuamente al contrario delle loro persone che, pur essendo sempre sul punto di incontrarsi nello stesso posto dello stesso bistrot, non riescono mai a farlo.

Allora ho pensato “non è il solito significato di mancarsi; ossia io ti manco e tu mi manchi. O ancora io manco A TE  e tu manchi  A ME.

Qui i protagonisti, non si toccano, non si trovano.

Ha più senso quindi  interpretare il titolo come ” IO MANCO TE” e ” TU MANCHI ME” .

Nel senso che non ci incrociamo, siamo appunto mancanti l’un l’altro.

Soddisfatta di questa interpretazione, mentre sto per riporre il libro, mi accorgo di essere stata frettolosa e superficiale.

Mancar-si può essere anche letta con il “si” dove “si” è anche una particella pronominale della forma riflessiva.

Tradotto; io mi manco, io manco a me stessa.

A questo punto ho compreso la mia attrazione per questo libro,  ho capito perché mi ritrovavo nella scarna ed essenziale parola (che inevitabilmente a volte scivola nell’ironia) con cui l’autore segue gli spostamenti dei suoi personaggi.

Al di là di Irene e Nicola, questo libro parla già col titolo dell’essere umano.

Mancante.

 

Giulia T.