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“La principessa che credeva nelle favole: come liberarsi del proprio Principe Azzurro” di M. Grad Powers

CONSIGLIATO ai genitori

PAROLE CHIAVE: trappola, senso di colpa, amore

 

Libro già rivoluzionario fin dal titolo perché chiama in causa il sogno promesso di ogni bambina che si rispetti, il principe azzurro.

E invece questo testo punta proprio a sfatare il messaggio che occorra il famoso principe azzurro per dare un senso all’esistenza di una donna: anzi, rivela come la ” liberazione” da lui sia in realtà condizione imprescindibile  per eventualmente scegliersi il proprio compagno con cui dividere la propria vita.

Questo perché la principessa, da sempre in attesa del principe, dopo essersi scontrata con la realtà del “vissero felici e contenti” ed essersi invischiata in una vera e propria dipendenza affettiva, decide di iniziare un percorso, alquanto singolare direi, che però le permetterà, pian piano, di sottrarsi dal ruolo di oggetto dell’amore esclusivo dell’altro per esistere.

Provare ad uscire da una relazione malata richiede davvero un coraggio enorme: significa passare per il vuoto, sentire il dolore del non esserci, mettersi nell’idea di sentirsi sul punto di affogare ma allo stesso tempo sperimentare di sopravvivere lo stesso.

Allora sì che la prospettiva viene davvero rovesciata: dal “ho bisogno di amare per sentirmi bene” al “posso scegliere di amare perché mi sento bene”.

Naturalmente ciò comporta la rinuncia inevitabile di qualcosa: la principessa infatti dovrà abbandonare, a poco a poco,  la pretesa che l’altro sia esattamente come i nostri desideri e bisogni lo richiedono.

Questa posizione  di “perdita”, però,  si rileva invece fondamentale per una vita serena: infatti se si è in grado di poter apprezzare l’altro così com’è, ci si sente anche in diritto di essere amati non a condizione che.

 

Giulia T.

 

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