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“Il vaso di Pandora” di L. Della Ragione e P. Bianchini

CONSIGLIATO: a chi vuol conoscere il percorso di cura

PAROLE CHIAVI: Speranza, Parola, Colpa

 

Questo è un libro talmente importante che, secondo me, dovrebbero leggerlo obbligatoriamente tutti i componenti della famiglia colpita da un caso di DCA, i medici di base, gli insegnanti  nonché alcune persone che si improvvisano esperte e fondano associazioni e gruppi di aiuto auto-investendosi di ruoli pseudo- salvifici per chissà quale ragione.

Se solo invece si avesse l’umiltà di leggere questo libro, capace invece di dare voce e dignità alla domanda che sta dietro una anoressia/bulimia, e che non promette soluzioni miracolose (ma diffonde la speranza che è proprio attraverso la crisi che possa emergere il “nuovo”), molti pregiudizi su questi disturbi cadrebbero.

E “l’immensa vergogna di essere sbagliate, di dare fastidio, di esistere” (che io stessa ho provato prima di riconoscere l’evidenza di un problema) potrebbe essere almeno non rinforzata dalla parola dell’altro, poco pensata.

E, davvero, per una ragazza con un disturbo alimentare ricevere una parola che apre e che non strozza, ancora, il cappio della corda che lei stessa si è messa al collo, è già come poter respirare un po’ di più.

In questi casi purtroppo “non si tratta di volontà, né buona né cattiva: la mancanza di volontà, il non poter avere una volontà è ciò che caratterizza questo disturbo“.

A mio avviso è estremamente importante capire che, se una ragazza continua a digiunare, a vomitare o AD OSTINARSI A NON CHIEDERE AIUTO, non lo fa perché vuole, ma perché non ha altra scelta.

Paola Bianchini infatti scrive: “è una impotenza meno evidente di quella fisica (essere per esempio in una carrozzella)  ma non per questo meno invalidante…. non solo è sbagliato ma nocivo rimproverare questi pazienti dicendo che sono loro che la cercano (la malattia). Tutto questo oltre a farli sentire impotenti, non farà che aumentare il loro senso di colpa.

Che, mi permetto di aggiungere io essendoci passata, è cosi intenso e viscerale, cosi pervasivo in qualunque pensiero/azione si provi a compiere, che non ha affatto bisogno di essere ulteriormente rinforzato dalla parola altrui. O, peggio ancora , dal PREGIUDIZIO.

 

Giulia T.

 

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