Contatta il nostro Centro: 380.2118180




“Il cucchiaio è una culla” di G. Guizzetti

 

PAROLE CHIAVE: vita, dolore, rinascere

 

Yuyu non regge l’essere stata messa da parte, dopo il successo improvviso dei suoi celebri pezzi “Mon petit garçon” e “Bonjour Bonjour“.

Inizia a controllare il cibo, a ridurre le calorie fino ad essere fagocitata da una terribile anoressia.

La guarigione passa attraverso un periodo a Palazzo Francisci di Todi, centro specializzato nella cura dei Disturbi Alimentari.

E si traduce nelle parole del diario di Giuditta che diventerà poi questo libro.

Per esperienza, quando all’interno di un percorso per poter uscire da una DCA è previsto un periodo residenziale, posso dire che si incontrano tantissime piccole difficoltà quanto insopportabili che restano incomprensibili al resto del mondo.

Non solo sei dentro ad un contesto in cui l’ossessione del cibo (che ti rappresenta)  viene minata, colpita attaccata da ogni parte: dalle parole dei terapeuti, dal tuo dolore, dai pasti, dal numero della bilancia del giovedì.

Ma sei costretta a lavorare su ciò che è al di là del sintomo; a tirare fuori le parole in seduta, ad ascoltare quelle delle altre che a volte riportano alla luce echi di  antichi dolori, a mollare il controllo attraverso la scrittura, la danza, il canto, la poesia o le altre attività previste.

In un tempo senza tempo, dove, senza rituali malati che fuori scandivano la giornata, il tempo è solo una parola da provare a re-inventare ex novo.

Giuditta racconta  molto bene ogni particolare di quelle giornate sospese con parole sofferte, pesanti, e pensate.

Dalla difficoltà di deglutire thé e corn flakes della colazione al rito di voler mettere il mascara lo stesso, per non perdersi del tutto.

Ai momenti di vuoto e solitudine con il proprio dolore e le prime consapevolezze fino ai primi segni di apertura all’altro (operatori, terapeuti, compagne).

Dal volersene andare, alla paura di uscire;  dalla necessità di respirare l’aria del “fuori” all’angoscia che il mondo inevitabilmente rimanda.

E in questo periodo Giuditta scrive, segna il suo letto e la sua parte di stanza con colori e oggetti, familiarizza con un ragnetto.

Inizia così ad abitare il corpo e a crear-si un posto in cui poter finalmente essere.

Non Yuyu ma Giuditta.

 

Giulia T.

 

 

Piazza Armando Diaz, 2 - 60123 - Ancona - [t] 071.31868 - ancona@fidadisturbialimentari.it - Mappa del Sito | Note legali e privacy

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o un pulsante o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Privacy Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close