“Gli effetti secondari dei sogni” di D. De Vigan

CONSIGLIATO agli adolescenti

PAROLE CHIAVE: amicizia, affetti, adolescenza

 

Questo è un romanzo di una delicatezza unica; l’io narrante è un’adolescente un po’ sui generis, che si muove a fatica nel mondo degli adulti, e fin qui niente di strano. Non fosse che Lou ha un quoziente intellettivo molto alto, al di sopra della norma, e proprio per questo si trova a dividere il suo percorso scolastico con ragazzi più grandi, che non la capiscono e la trattano come un genietto inavvicinabile.

 

In questo sfondo si stagliano nette le figure di un insegnante, dei genitori di Lou, adulti che ci fanno riflettere e raccontano qualcosa delle vite di ognuno di noi. A volte ci fanno vergognare un po’ di appartenere a questa categoria, e simpatizzare con questa ragazzina che, fuori orario scolastico, non trova di meglio da fare che andare a girovagare per le stazioni della sua città, cercando di immaginare le emozioni di chi quelle stazioni le frequenta per i più svariati motivi.

Così nasce la sua prima vera amicizia, che ha la freschezza e la tenerezza di tutti i sentimenti veri, che la farà soffrire, ma la riconsegnerà ad una vita autentica.

 

Paola