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Disturbi alimentari: il Centro HETA esprime forte preoccupazione per la situazione regionale dei servizi pubblici e privati

“Anoressia e bulimia dilagano: eliminare servizi è un lusso che non possiamo permetterci”. Questo il commento della dottoressa Giuliana Capannelli, Presidente dell’Associazione HETA, dopo essere venuta a conoscenza del rischio che un altro centro di cura marchigiano per i Disturbi del Comportamento Alimentare finisca per essere definitivamente chiuso. La dottoressa Capannelli lavora come psicoanalista da 20 anni nel campo dei DCA, prima come Responsabile del Centro ABA di Ancona e ora come presidente dell’Associazione Heta, centro di riferimento per le Marche e l’Umbria di FIDA (Federazione Italiana Disturbi Alimentari).

“Nell’ultimo anno – continua la Capannelli –  abbiamo assistito a una sorta di smantellamento dei servizi pubblici per DCA ad Ancona. Sia la Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Salesi, con cui collaboriamo da anni, sia il servizio DCA dell’Ospedale Regionale di Torrette sono stati, invece che potenziati, ridotti drasticamente e oggi, invece di una rete di servizi coordinati tra pubblico e privato per offrire all’utente le cure adeguate nelle varie fasi della malattia, assistiamo ad una costante riduzione del potenziale umano specializzato e di strutture in grado di accogliere questo disagio.

Le nostre proposte costanti in Regione non giungono mai a destinazione: noi abbiamo più volte sollecitato le sedi competenti per far approvare piani di cura che, con una spesa molto inferiore di quella affrontata per l’invio di pazienti in comunità fuori regione, arrivino ad incidere su tutto il territorio delle Marche con servizi che rispondano alle esigenze delle famiglie in tutto il percorso della cura (che come sappiamo dura anni e non va trattata solo a livello del corpo e del cibo ma di tutta la vita di un soggetto).

Quello che si evince anche da ciò che abbiamo letto di recente rispetto alla vicenda dei colleghi di Villa Igea a cui va tutta la nostra solidarietà, è che forse non si vuole che arrivino a destinazione, come una lettera che non trova mai risposta. Ma le persone sofferenti e le famiglie che sono coinvolte con loro in questo calvario sono stanche di questo atteggiamento dei politici che ferisce la dignità di ogni essere umano che voglia dirsi tale”.

I disturbi e disordini alimentari di ogni tipo (anoressia, bulimia, obesità) interessano una percentuale tutt’altro che trascurabile della popolazione: sono una delle prime cause di sofferenza e morte in giovani e adolescenti – ricorda la dottoressa Capannelli – e avanzano anche nelle fasce di età contigue, con casi sempre più frequenti già nell’infanzia ed esordi anche nella piena maturità.

“Questo è il momento di unire le esperienze professionali – prosegue – di creare un circolo virtuoso fra pubblico, privato, associazioni, società civile, non certo di tagli e chiusure. È il momento di procedere nella direzione delle cure multidisciplinari, del coinvolgimento sempre più forte di scuola, famiglia e istituzioni non solo per il trattamento, ma anche per la prevenzione dei disturbi alimentari”.

 

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