L’intervento nell’infanzia

I bambini, nel corso del loro sviluppo, possono manifestare problematiche diverse rispetto al cibo che rappresenta, da subito, un momento privilegiato nel rapporto con l’altro familiare e con la relazione d’amore. Nell’atto nutritivo non si esplica solo un dovere biologico, ma si esprime un linguaggio affettivo che fa della nutrizione una prima forma di comunicazione con l’Altro.

I bambini possono dunque manifestare in via privilegiata attraverso il cibo un disagio che riguarda sempre altro dall’alimentazione. Possono ad esempio riversare nel cibo sentimenti di rabbia o gelosia che li portano a reagire in maniera diversa dal solito o a rinforzare comportamenti di rifiuto e sfida, ma anche presentare blocchi sintomatici sul cibo in determinate fasi dello sviluppo sia fisico che relazionale quali ad esempio lo svezzamento o l’entrata nel mondo della scuola. Queste manifestazioni devono ritenersi transitorie, ma costituiscono comunque dei campanelli d’allarme da prendere in considerazione.

Altre volte possono essere presenti difficoltà più importanti rispetto all’alimentazione sia nel senso dell’evitamento del cibo: (alimentazione  selettiva, fobia del cibo, anoressia infantile), sia delle ricerca smodata (iperalimentazione compulsiva, sovrappeso e obesità psicogena).

Si cerca allora, soprattutto con un percorso di coinvolgimento dei genitori e delle figure di riferimento del bambino (nonni, insegnanti, ecc.), di approfondire le cause scatenanti il problema e di aiutare i familiari a superare il momento di crisi accogliendo le istanze profonde della domanda soggettiva sia del bambino che del genitore. Si cerca anche di evitare la medicalizzazione e la psicologizzazione del disturbo e di intervenire con il bambino, quando necessario, senza farlo sentire malato, strano o diverso, ma offrendo la possibilità di un luogo di elaborazione della difficoltà attraverso il gioco e l’ascolto.

Il lavoro multidisciplinare con il nutrizionista e il medico viene calibrato per ogni singolo intervento e attuato in situazioni di specifiche problematiche fisiche dovute al disturbo o alle conseguenze dello stesso e nei casi di sovrappeso e obesità infantile. Il Centro Heta collabora con il reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale G. Salesi di Ancona, la Fondazione Salesi e con la FANPIA Onlus per interventi integrati di diagnostica, ricovero e percorsi terapeutici riabilitativi.