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Marilyn Monroe, l’omologazione e la decrescita

marilyn monroe

Quella che ci promettono e’ una bellezza perfetta, che non si consuma, eterna.

Specchio, servo delle mie brame, chi e’ la piu’ bella del reame? E lui, per sempre: sei tu, mia regina!

Primo dato. Una volta c’era un modo di vestire da bambina, uno da ragazza, uno da signora e uno da anziana, l’omologazione ha reso uniforme anche lo stile, le bambine si vestono come donne fatte, e in quel modo continuano ad agghindarsi fino a tarda eta’.

Secondo dato: L’obbligo alla magrezza. Negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a un vero boom della patologia. Per le donne, nelle societa’ cosiddette occidentali, si tratta ormai di un’epidemia; ma sono in aumento anche i casi nei paesi meno industrializzati.

Consideriamo anche che sono cresciuti anche gli uomini, che dieci anni fa erano solo il 5%. Infine c’e’ stato un abbassamento e un contemporaneo innalzamento dell’eta’: prima era il sintomo delle femmine dai 14 ai 35 anni, oggi abbiamo un gran numero di bambine anoressico-bulimiche e anche di anziane che ne continuano a soffrire o addirittura che cominciano a lamentarsene dopo la pensione.

Terzo dato: (da un video su youtube, Per la bellezza autentica, 2009) i modelli sono irreali e irraggiungibili. Se i manichini nelle vetrine fossero donne vere avrebbero le anche troppo strette per fare figli. Se la Barbie, o la Bratz, fosse una donna vera potrebbe camminare solo carponi perche’ le sue proporzioni non le permettono di stare in piedi.

Specchio, servo delle mie brame, chi e’ la piu’ bella del reame? E lui, per sempre: sei tu, mia regina!

Quarto dato: (il corpo delle donne, l’ormai classico documentario di Lorella Zanardo) il corpo delle donne offerto in pasto, agghindato, strizzato, frammentato dai media. Un altro effetto del conformismo e’ la graduale scomparsa di rughe dallo schermo.

Diceva gia’ Pier Paolo Pasolini, il regime e’ democratico, pero’ quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non e’ riuscito a ottenere, il potere di oggi, il potere della societa’ dei consumi, invece riesce a ottenere perfettamente.

Distruggendo le varie realta’ particolari, togliendo realta’ ai vari modi di essere uomini, e donne.

Che ci mostra la televisione, le pagine dei giornali, i cartelloni che giganteggiano nella citta’? Una donna sempre giovane, sempre bella, ammiccante ventiquattro ore su ventiquattro. Un po’ come Marilyn.

Dicono che Marilyn Monroe non sopportasse a una festa che lo sguardo anche di un solo uomo non fosse catturato da lei. E le donne di solito non la sopportavano chissa’ perche’.

Ho letto Fragments una raccolta di suoi scritti e devo confessare che ho dovuto faticare per superare la gelosia che la sua immagine mi destava, e ammettere che sa scrivere. Immagine costruita anche con diverse operazioni chirurgiche, come quella al naso che era piu’ largo, quella al mento che era piu’ stretto e quella per estirparsi radici di capelli e allargare la fronte. E poi il trucco, i capelli tinti, gli abiti di due taglie piu’ piccoli, la leggenda dei tacchi uno piu’ corto dell’altro per camminare in modo piu’ instabile, piu’ sexy.

La donna oggetto fragile, bisognosa, ammiccante, il prototipo dello sguardo languido di Belen, solo che Marilyn era una poetessa. Non ci credete?

Oh Dio vorrei essere
Morta – assolutamente inesistente –
Scomparsa da qui – da
Ogni posto ma come
Ci sono sempre i ponti – il Ponte di Brooklyn –
Ma amo quel ponte
mentre cammini c’e’ calma
anche con tutte le macchine che passano impazzite di sotto. Quindi
ci vorrebbe un altro ponte
uno brutto e senza panorama – solo che
mi piacciono tutti i ponti in particolare – hanno
un non so che
e poi non ho mai visto un ponte brutto.

Tutti i rotocalchi raccontano di Marilyn come colei che cercava amore, ma cercava anche un’identita’. Voleva essere un’artista, una brava attrice.

Il suo maestro di recitazione Lee Strasberg le insegnava a cercare nelle profondita’ di se stessa le chiavi per recitare: la verita’ si puo’ solo ricordare mai inventare. Le consiglio’ una Psicoanalisi. E cosi’ Marilyn ebbe cinque Psicoanalisti.

Ma frugare nelle fondamenta di Marilyn Monroe era trovare Norma Jean. Solo che era Marilyn Monroe le fondamenta di Norma Jean.

Ma chi credete che io sia, Marilyn Monroe?

Marilyn doveva catturare tutti gli sguardi del mondo, tutti gli sguardi di una festa, tutti gli sguardi di un uomo. Paradossalmente catturare tutti gli sguardi di una festa e’ possibile, ma non lo e’ catturare tutti gli sguardi di un uomo. Cosi’ si condanno’ all’infelicita’ amorosa.

Statisticamente gli uomini si misurano sul potere e sul denaro, le donne si fronteggiano anche sulla bellezza, la giovinezza, la magrezza. Si guardano, si misurano, si confrontano, io sono piu’ alta di te, io ho il sedere piu’ bello, peccato che abbia le unghie brutte, le ciglia corte, le gambe tozze e cosi’ via.
Ma si puo’ andare oltre una lotta che e’ sempre fallimentare perche’ comunque non ci garantisce nulla di cio’ che conta davvero. Anche se fossi bellissima non avresti tutti gli sguardi di lui. Anche se fossi la piu’ bella del mondo non saresti al riparo. Dovresti vedere.

Una bambina diceva: io sono bella, sono bellissima, sono la piu’ bella di tutte.
La madre le rispondeva, sei bella, certo, ma non sei la piu’ bella del mondo.
No, no, io sono la piu’ bella, insisteva la bambina.
Allora la mamma le chiese: e se esci per strada e incontri una piu’ bella di te, che fai?
E la bimba, dopo qualche attimo di silenzio, rispose: me ne ritorno a casa.

Ci sara’ sempre una piu’ bella, meglio inventarsi qualcosa di meglio, che cadere nella trappola della sfida immaginaria.

L’anima, l’unico argine alla lotta a morte, vola oltre; ma vi invitano a perderla: perdetela e perdetela presto, che e’ anche il principale ostacolo al consumo sfrenato.

Consumare buttare consumare. Su questo si basa l’economia della crescita. Ma i prodotti con vita breve creano un problema di rifiuti. Ci vuole un cambiamento di paradigma, una rivoluzione culturale che si chiama decrescita: ridurre la nostra impronta ecologica, la produzione, il consumo.

 Dott.ssa Annalisa Piergallini

Psicoanalista della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi

Referente Heta per la zona di Ascoli Piceno

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