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L’esperto risponde

I nostri esperti rispondono alle vostre domande, che potete fare andando  nella sezione apposita dedicata all’ Ascolto Online. Vengono qui riportate le domande iniziali e le relative risposte delle persone che ne hanno autorizzato la pubblicazione.

 

 


GIUDITTA  18-09-15

Salve.
è la prima volta che mi trovo a scrivere di ciò che fino a qualche tempo fa’ non consideravo di fatto un vero disturbo ma solo un mio difetto, una incapacità nel gestirmi, nel sapere ciò che è giusto per me, nelle dosi giuste, nei tempi e nei modi corretti. Anche io come altre ragazze mi sento schiava del cibo, ossessionata dalla sua gestione.
Una relazione conflittuale da cui ne esco sempre sconfitta. Le cause? …me le sono domandate più e più volte ma non riesco mai a cristallizzarle bene, direi un senso di inadeguatezza e di fragilità, di non accettazione della mia persona che si sente smarrita e inconsolabile in questo mare di insensatezza. La risposta è allora facile e vicina: il cibo. Compensazione, come ho letto in altri interventi, è, in effetti, il termine più corretto per descrivere questo malsano comportamento. Compensare la propria inadeguatezza e la propria piccolezza col cibo, mangiato di nascosto, al riparo da un mondo sicuro che sa dove sta andando.

Vorrei essere in grado di capirmi. Vorrei sapermi gestire.
Grazie, se non altro per questo spazio bianco che mi avete permesso di riempire.
un cordiale saluto e una buona giornata.

 

Cara Giuditta,
al mare di insensatezza si può dare un senso, un ordine meglio ancora.
Costruendo un senso si riesce a cristallizzare le cause. Mitigare la propria sofferenza è possibile, gradualmente. Rintracciare e/o a volte costruire un senso al proprio disordine non è facile, non è un lavoro dai risultati immediati.
E’ molto importante dire bene, le sembrerà una sciocchezza, ma non lo è. Per dire bene, ci vuole qualcuno che sa ascoltare altrettanto bene. Non esiti a chiedere aiuto.
Quando vuole e se vuole al Centro Heta è disponibile individuare un professionista che possa fare al suo caso.

Cordialmente,

per il Centro Heta

Dott.ssa Cinzia Paolucci


BRENDA 14-09-15

Salve…. sono una ragazza che ha sofferto di anoressia per un anno circa, ma che poi ha iniziato ad avere abbuffate compulsive senza compensazione… ciò all’inizio usavo lassativi, poi ho smesso… ma non ho mai vomitato… anche se ci ho provato diverse volte…. ora peso 15 kg in più rispetto al peso forma…. nel giro di un anno ho preso quasi 20 kg per via delle abbuffate…. sono seguita a livello di psicoterapia ma non ne posso più di questi episodi di abbuffate… a casa non mi aiutano …. non so più come fare…e inizio a essere stanca di questa situazione-… qual è secondo voi il modo per uscire? è normale passare dall’anoressia al sovrappeso? come posso agire per evitare le abbuffate?

 

Gentile Brenda,
come lei sottolinea i problemi con il cibo sforano spesso in situazioni incontrollate che creano conseguenze importanti anche sul piano fisico. Il passaggio dall’anoressia alle abbuffate è un passaggio che si presenta
frequentemente e può provocare condizioni fisiche e psichiche ancora peggiori che nell’anoressia in cui si esercita un controllo diretto sul problema.
E’ per questo che, anche se la psicoterapia è la terapia elettiva per i DCA l’equipe che interviene in questi disturbi è spesso multidisciplinare e, ad una psicoterapia, può essere associato un percorso con un nutrizionista esperto in disordini alimentari. Se lei vuole può per questo aspetto riferirsi ai nostri
nutrizionisti o può chiedere al suo terapeuta se è in collegamento con un nutrizionista con cui collabora.
Riuscirsi a controllare da soli non è mai semplice e il nutrizionista esperto può essere di grande aiuto per limitare il problema e trovare delle soluzioni adeguate.
Rimaniamo a disposizione.

Il Centro HETA


SARA 14-08-15

Salve, sono una ragazza di 18 anni che soffre di binge eating disorder . Vorrei sapere come uscire da questo problema che mi sto portando dietro da mesi, ma che non posso chiedere l’aiuto dei miei genitori visto che loro non ne capiscono niente… cosa posso fare?

Buongiorno Sara,
nella sua richiesta ci segnala che si è già rivolta ad un professionista per il suo problema, potrebbe indicarci con più precisione se ha chiesto solo un consulto o effettuato un percorso terapeutico? Sarebbe ad ogni modo disponibile ad effettuare un incontro con uno psicologo del nostro centro per valutare insieme la problematica e rispondere alla sua domanda?
Il primo colloquio è gratuito e serve proprio per inquadrare meglio la questione e valutare insieme se e come possiamo esserle di aiuto. L’incontro si può fare ad Ancona, in Piazza Diaz n.2.
Può contattarci telefonicamente al numero 071 31868 oppure scrivere di nuovo in risposta a questa mail in modo da accordarci su tempi e orari.
In attesa di risentirla

Dott.ssa Giuliana Capannelli

per il Centro Heta

 


Susan, Matilde e Giusy

Salve,
siamo delle studentesse e vorremmo chiedere un consiglio su come comportarci con una nostra amica. Soffre di bulimia da quando ha 11 anni (ora ne ha 22), negli ultimi anni ha seguito varie terapie senza successo. Dall’anno scorso abbiam visto nei miglioramenti nel suo modo di mangiare ma ancora non mangia praticamente niente. La nostra università è molto impegnativa (lavoriamo in continuazione, pasti irregolari e poche ore di sonno) quindi è sottoposta anche a grande stress. Abbiamo notato che durante i pasti cerca sempre di nascondere il cibo e quando glielo facciamo notare lei cambia discorso o scappa letteralmente di casa. Abbiamo provato a parlare con i suoi genitori, senza però alcun successo. Le abbiam consigliato di andare da qualche specialista ma lei è convinta di stare bene e di non avere un problema, se ci parliamo inventa storie su storie.
Siamo molto preoccupate e vorremo un consiglio su come comportarci, perchè sia con le buone che con le cattive, non siamo riuscite ad aiutarla.
Grazie in anticipo,
Susan, Matilde e Giusy

 

Carissime,

il vostro tentativo di aiuto è ammirevole ed è una fortuna per la vostra amica avervi vicine.  Purtroppo il problema non è di facile risoluzione e non esiste una cura che detti dei codici di comportamento giusti e applicabili aprioristicamente per tutti: sebbene la sintomatologia dei disturbi del comportamento alimentari si presenti simile per tutti coloro che ne soffrono, il disagio e la sofferenza da cui originano sono diversi per ognuno, è per ognuno ha una sua logica ed un significato diverso. Anche il negare di avere un problema è una risposta abbastanza comune e questo rende difficile sia l’intervento terapeutico che quello messo in campo dalle amiche.

Ci piacerebbe avere una soluzione da darvi ma purtroppo non sarebbe né seria né veritiera; per quanto frustrante non potete fare molto di più di quello che già state facendo: stare vicine all’amica, farla sentire amata ed importante così come è, con i limiti e le caratteristiche che definiscono la sua unicità. L’unica cosa che ci sentiamo di consigliare è di evitare di “prendere il problema di petto”, di non confrontarsi con lei sul piano del cibo, del corpo, del peso; il disturbo di cui soffre la vostra amica riguarda solo apparentemente la funzione alimentare o il corpo ma ha a che fare con un malessere più profondo e, fino a che lei stessa non si sentirà pronta per rivolgersi ad un terapeuta, voi come amiche potete farle sentire la vostra vicinanza, aiutandola dei momenti di difficoltà che incontra, sia come studentessa che in altri campi. Ove possibile però, sarebbe opportuno non focalizzare la vostra attenzione su quello che mangia o che non mangia: certo fate bene a tenere sotto controllo questo aspetto, ma a parlarne direttamente con lei si rischia di ottenere un effetto opposto, un suo allontanamento, complicando ulteriormente il problema.

Qualora lo riteniate opportuno, siamo disponibili ad un incontro o con voi o con la vostra amica, presso la nostra sede di Ancona o presso uno dei terapeuti di zona più a voi vicini; per un appuntamento potete telefonare a 071.31868 o 380.2118180.

Cordialmente,

Anna Fontemaggi

Per il Centro Heta


CHIARA 20-05-15

Buonasera
io scrivo per mio marito, ha 36 anni e è molto in sovrappeso, credo sia proprio obeso, è dall’età adolescenziale che ha questi problemi, e da quell’età che ha iniziato a fare diete…..
Ogni volta dura tre quattro mesi e poi ricomincia con le abbuffate…
mangia con una velocità impressionante e a volte anche di nascosto senza nemmeno rendersi conto di cio’ che mangia o della quantità…..
Adesso è cresciuto molto, non l ho mai visto così, naturalmente non conosco il suo peso perchè a me non lo dice…
Cio’ che mi preoccupa di più è che lo vedo nervoso …..pieno di rabbia
Credo che oltre che una dieta abbia bisogno di un sostegno psicologico, ma non so come aiutarlo.
Vorrei un appuntamento per una consulenza per sapere come mi devo comportare per aiutarlo.
Grazie. Chiara.

 

Gentilissima Chiara,

ci descrive una problema che si protrae da tanti anni e su cui ha già fatto una importante considerazione: oltre alla dieta occorre anche un supporto psicologico.

Siamo d’accordo con Lei: non si può pensare di affrontare il problema del sovrappeso e dell’obesità senza intervenire sulle cause e sulle conseguenze psicologiche connesse a questa condizione né si può lasciare sola la persona in sovrappeso, magari rimproverandola se non riesce a seguire una dieta, che spesso si è rivelata un fallimento.

Presso il nostro centro abbiamo predisposto un servizio proprio per questo tipo di problematica che affligge Suo marito e che prevede un percorso clinico strutturato in maniera individualizzata con il coinvolgimento del nutrizionista e degli psicologi o psicoterapeuti del centro.

Sicuramente anche per Lei la situazione non sarà facile; se vuole incontrarci, potrà telefonare allo 071/31868 per fissare un appuntamento con una psicologa del centro per una consulenza.

Cordialmente

Anna Fontemaggi

per il Centro Heta


EMANUELA 17-12-14

Buongiorno. Oggi come tante altre volte cerco sul web aiuti che non posso avere da altri. Sono alta 1,60 il mio peso oscilla tra 51 e 55 e questo circa ogni 25-30 giorni. La mia vita quindi sta nel cercare di perdere peso poi improvvisamente, e mi basta assaggiare anche solo una briciola di formaggio, comincio a mangiare senza riuscire più a fermarmi mentre mangio senza sosta arrivo a un punto che sento di dovermi fermare non ci riesco e allora mangio ancora di più per essere certa di avere abbastanza materia da” buttare” fuori, ma non sempre ci riesco e mi sento una nullità mi sento tristissima provo disagio per ciò che mi sono fatta. Se vomito mi sembra di riavere di nuovo la “mia dignità” e che posso rimettermi a mangiare sano, ma non sempre questo è vero. In questa altalena tra alimentazione “sana” e “disturbata” ho capito che c’è un vuoto, emozioni che non riesco a cogliere perchè le soffoco con il cibo. Quando arrivo alla vergogna di uscire perchè mi stringono i pantaloni, allora comincio a mangiare come se fossi a dieta riperdo peso e mi sembra di essere fuori da quel tunnel, ma mi basta niente per ricominciare, come è successo in questi giorni. Sento dentro di me una grande fragilità e paura perchè so che mi sto massacrando il mio corpo girando in tondo in un circolo vizioso che mi porta a essere…..dipendente dal cibo sia quando mangio “sano” che quando mi domina palesemente senza che possa oppormi minimamente. Mio marito sa che mangio molto ma non quanto, né che cerco di provocarmi il vomito, ecc. Sono almeno 20 anni che avviene questo e soprattutto in corrispondenza a difficoltà di stare con gli altri. In questo periodo ho delle difficoltà di relazione con una delle mie sorelle e non per mia volontà. Penso di essere adulta, ma in realtà sono come una bambina e io non so farmi carico di ciò.

Gent.ma Emanuela,
ci scusiamo per il piccolo ritardo con cui rispondiamo al suo messaggio. Ci descrive una sofferenza profonda, che si protrae da tanti anni. Dietro ad un rapporto conflittuale con il cibo si nasconde sempre una
logica, che ci obbliga  a comportarci come non vorremmo. Niente avviene a caso. Razionalmente sappiamo cosa dobbiamo fare e/o non fare per la nostra salute, per il nostro benessere psicofisico, ma nella pratica non ci riusciamo. Come una legge matematica, un algoritmo che ci obbliga allo svolgimento di una determinata sequenza. Lei ha già fatto una prima importante considerazione: mette in rapporto la sua sofferenza con delle difficoltà di relazione.
Parlare con un esperto di tale situazione è il primo passo da fare. Non ci sono altre strategie. Immaginiamo quanto deve essere davvero insostenibile per Lei tenersi per sè tuttua la sua sofferenza, tanto da non riferirla, per filo e per segno, neanche a suo marito. Sarebbe importante che lei si rivolgesse a qualche esperto. Non è mai troppo tardi, per iniziarsi a occuparsi di sè. Da sola non può farsi carico delle sua inquietudine.
Rimaniamo a disposizione per qualsiasi informazione.

Cordialmente,

Dott.ssa Cinzia Paolucci,

per il Centro Heta.

 


BRENDA 18-11-14

Buon pomeriggio, mi trovo a vivere un periodo di grande disagio. Ho sofferto per circa 2 anni di anoressia nervosa, senza comportamenti compensatori, come vomito, semplicemente avevo smesso di mangiare regolarmente, in quanto non lo ritenevo necessario per le attività che svolgevo (la mia vita era piuttosto sedentaria). Ora mi ritrovo invece ad essere in balia delle abbuffate senza controllo, a svuotare letteralmente la dispensa di tutto ciò che contiene, e quando dico che la svuoto non esagero. Si sta rafforzando sempre di più quel meccanismo “tutto o nulla”. Ho avuto molta difficoltà ad ingrassare ma ora nel giro di un paio di mesi ho ripreso circa 12 kg e non riesco più a guardarmi allo specchio senza farmi ribrezzo. Non so più come gestire questi comportamenti per me devastanti, nonostante venga seguita da psicologi.

 

Gentile Brenda,
comprendiamo molto bene la sua stanchezza nel combattere ciò che la far star male. Nella scheda dati ha riportato che si è rivolta già ad altri colleghi.
Possiamo chiedere di descriverci che tipo di supporto ha ricevuto? Per quanto tempo è stata seguita o è tuttora seguita? Se riuscisse anche a dirci qualcosina in più rispetto all’insorgenza del suo sintomo, sarebbe
importante per poterLe rispondere più accuratamente.
Il nostro orientamento presuppone una sola condizione di lavoro: che lei venga al colloqui e parli … e che parli bene! Mettiamo la persona in sofferenza nella possibilità di dire e bene, di raccontare, di ordinare,
di mettere in fila le proprie questioni soggettive. Quando la propria storia ritrova, ricostruisce o a volta inventa un senso a ciò che non ha senso, il cibo può non essere più un nemico da combattere e affrontare.

Cordialmente,

Dott.ssa Cinzia Paolucci

per il Centro Heta


DILETTA 28-08-14

Salve, le scrivo in quanto a seguito di un periodo di forte stress ero calata di peso arrivando a 50 kg per 170cm. Ora ho ripreso un’alimentazione ricca e sono arrivata a 54 kg..vorrei arrivare a 57-58 ma ho paura che continuerò ad ingrassare anche una volta arrivata al peso forma..non vorrei infatti che il mio metabolismo si fosse rallentato troppo..so che magari sono pensieri assurdi ma mi assillano..grazie per l’attenzione.

 

Buongiorno Diletta,
i suoi non sono problemi assurdi. Tutt’altro!
Leggiamo dalla Sue email, che in passato si è già rivolta ad altri professionisti. Potrebbe spiegarci meglio i motivi per cui ha richiesto aiuto?
E’ importante dare un senso ai pensieri che spesso sono camuffati dietro alle nostre “preoccupazioni” per il cibo e per il corpo.

Cordialmente,

Centro Heta


ILARIA 27-07-14

Di solito io non chiedo aiuto, mi ripeto che sono forte, che ce la posso fare da sola. Ma non ce la faccio, cedo. Sono affetta da B.E.D. da ormai più due anni; due anni in cui non faccio altro che ripetermi che “da domani” guarirò, che sarò diversa, come se in una notte quella parte malata che c’è in me possa scomparire. Eccomi qua a scrivere una mail di aiuto, non sono ancora convinta di volerlo, credo di scrivere perchè così qualcuno al di fuori di me possa saperlo. La mia domanda è questa: ho faticato davvero tanto a rendermi la vita difficile, come posso liberarmi da questo peso che mi opprime? Come posso riavere indietro la mia vita?

 

Gentile Ilaria,

a volte, noi esseri umani ci impegniamo al massimo per complicarci la vita. Lei non sbaglia a riguardo.
Il tempo è prezioso, molto. E’ importante investirlo bene. Proprio per questo Lei dovrebbe rivolgersi a qualche professionista per capire e sviscerare le cause sottostanti al suo disordine alimentare.
Parlando e dicendo bene a qualcuno che sa davvero ascoltare la sua singolarità, può ri-costruire un senso ordinato, comprensibile, logico con cui leggere la sofferenza che ora esprime con il ricorso smodato al
cibo. Può sembrare banale, ma non lo è.
Se vuole, possiamo fornirle dei nominativi di colleghi a lei più vicini dal punto di vista territoriale.

Cordiali Saluti.

Centro Heta


GIOVANNA 14-05-2014

Buongiorno, Vi chiedo come posso risolvere il mio problema di assunzione di cibo incontrollato in maniera convulsa sopratutto nelle ore serali e spesso anche dopo aver già cenato regolarmente. Trovo sfogo nel cibo a causa di due gravi lutti che mi hanno colpita e da cui non riesco a riprendermi, il cibo è usato come valvola di compensazione a questa tristezza che accuso dentro, continuo ad accumulare peso e dai 56 Kg che pesavo sono arrivata a 72 non riesco neppure più a guardarmi in uno specchio senza sentirmi in colpa. vorrei poter reagire a tutto questo ma nonostante mille buoni propositi cado continuamente in questo errore che oltre tutto mi fà stare male anche a livello fisico. Grazie anticipatamente di una vostra risposta.

Cordiali saluti – Giovanna

 

Gentilissima Giovanna,

la perdita dei nostri cari comporta un duro lavoro di elaborazione del lutto. Faticoso e doloroso. A volte, il ricorrere al cibo è una compensazione, logicamente connessa ai nostri vissuti emotivi. Posso domandarLe, sperando di non essere indiscrete, da quanto tempo ha perso queste persone? Sarebbe importante, inoltre, sapere se prima di queste tristi situazioni ha mai avuto problemi o difficoltà nel rapporto con il cibo. Hai mai pensato ad un sostegno psicologico?

Cordiali saluti

Dott.ssa Cinzia Paolucci

per il Centro Heta

 


BEATRICE 8-04-14

Salve sono qui perche’ credo di aver veramente bisogno di aiuto. Non riesco a seguire un regime alimentare corretto e di conseguenza ingrasso e questo sta diventando per me un grosso problema psicologico. Spero possiate aiutarmi ringrazio anticipatamente.

 

Gentile Beatrice,
certamente possiamo aiutarla. Da quanto tempo ha tale difficoltà? E’ accaduto qualche avvenimento a cui collega il suo disagio?
Potrebbe spiegarci meglio o dire qualcosa di più riguardo la sua sofferenza? E’ importante per comprendere meglio la situazione e individuare il percorso migliore, se lei desidera.

Resto a disposizione,

Dott.ssa Cinzia Paolucci

per il Centro Heta.


ELENA 15-03-2014

Salve, sono una ragazza di 21 che in passato ha sofferto di anoressia. Ora, tutto sommato, mi sembrava di aver trovato un equilibrio alimentare. Ma in realtà non è così. Mi trovo spesso ad abbuffarmi di cibo (biscotti, cracker, dolci…) fino a non sentirmi piena e gonfia da star quasi male. La conseguenza è sempre uno stato quasi depressivo e di disgusto nei confronti del mio corpo (per non parlare dei sensi di colpa).
Pensavo che mangiare un pò di più, facesse parte della vita! E pensavo
anche che io potessi da sola decidere di smettere di attuare questi comportamenti. Ma sono più forti di me! Non ce la faccio. E’ quasi un’ossessione che ho per il cibo. Mangio quando è ora di mangiare, penso al cibo quando non lo è, penso a cosa vorrei mangiare in qualsiasi momento della giornata. Qualche consiglio? E’ giunto il momento di chiedere aiuto. Grazie

 

Gentilissima Elena,

l’aver deciso di scrivere a questo servizio di ascolto on line è già una 
primo importantissimo passo per cercare l’aiuto di cui lei 
effettivamente, da quello che descrive, avrebbe bisogno.

Per riuscire a comprendere meglio la sua difficoltà, chiedo, se le è 
possibile e solo se ha voglia, dire qualcosa intorno ai pensieri che le 
vengono in mente quando ricorre al cibo. E’ molto importante riuscire a contestualizzare il suo ricorso smodato al cibo.
 Nella mail parla che in passato ha sofferto di anoressia. Potrebbe 
aiutarmi a capire meglio? Per quanto tempo c’è stato questo sintomo? Ha 
fatto delle particolari cure, si è rivolta a qualcuno? Dice bene: da soli non si riesce a smettere di attuare questi 
comportamenti. Resto a sua disposizione.

Cordiali saluti

Dott.ss Cinzia Paolucci

per il Centro Heta

 


FRANCESCA 28-02-2014

Salve devo arrivare a 45 kg voglio essere perfetta per l’estate almeno nessuno mi dira’ piu’ che sono grassa.

 

Gentile Francesca,

abbiamo letto il suo messaggio. Ognuno di noi ha il diritto di essere in 
salute! A volte le parole dell’Altro ci feriscono duramente, lasciando 
un segno che ci fa soffrire terribilmente. Oggi, è cosi difficile 
trovare delle persone in grado di non urtare la nostra sensibilità.
Sarebbe importante, al fine di comprendere insieme la sua problematica, 
se lo desidera, che Lei riuscisse a descriverci un po’ meglio la sua 
difficoltà. Da quanto tempo soffre del Disturbo di Alimentazione 
Incontrollata? Cosa le succede quotidianamente con il sintomo?

Cordiali Saluti,

Dott.ssa Cinzia Paolucci

per il Centro Heta


MICAELA 26-02-2014

Da 20 anni soffro di anoressia/bulimia, sono seguita da una
 psicologa del SERT e da un nutrizionista, da un punto di vista
 farmacologico prendo Ziprexa e Lyrica.
 Sto cercando di ridurre gli episodi di compensazione, prima erano
 quotidiani la scorsa settimana sono riuscita a ridurre a 3 giorni
 ma
 con grande fatica.
 Ho paura, è così difficile… non ho una richiesta specifica
 solo
 bisogno di aiuto
.

 

Gentile Micaela,

Abbiamo letto attentamente il suo messaggio. Intuiamo, fra le poche
 righe che ha scritto, una profonda e invalidante sofferenza, che la
 segna.
 Ci potrebbe spiegare meglio, solo se ha voglia e per aiutarci a
 capire, che cosa intende quando scrive “non ho una richiesta
 specifica ho solo bisogno di aiuto?” Che cosa intende per aiuto?
 Ha in
 mente qualcosa di specifico e particolare? Pensa ad un preciso
 percorso per Lei?

Cerco di spiegarmi meglio. Considerato il fatto
 che
 già segue delle terapie, in virtù dei tentativi da Lei provati, in
 base alla sua esperienza di cura si è fatta un’idea più precisa di
 quale aiuto sia più opportuno a lei? Potrebbe dirci, se le è
 possibile, qualcosa di più a riguardo? E’ molto importante
 comprendere
 questo aspetto per ragionare insieme su quanto ha scritto.
 Augurandomi di aver detto bene quello che intendevo dire.

 

Porgo Cordiali Saluti,

Dott.ssa Cinzia Paolucci

Per il Centro Heta

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