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Il bambino desiderato – Dott.ssa D. Sollazzo

La relazione di coppia risulta quasi scandita da momenti o passaggi che arricchiscono, confondono, fanno soffrire; il comune denominatore non sempre facile da evidenziare è il significato nascosto di ogni cambiamento, solitamente e negativamente definito “crisi”: la forza propulsiva, la rinegoziazione dei significati e dei ruoli, la proprietà evolutiva.

Le fasi sono più o meno condivisibili, a partire chiaramente dall’incontro e ricerca dell’altro, all’innamoramento, alla scelta tra matrimonio e convivenza, fino all’uscita dei figli dal nucleo familiare in età matura ed al riscoprirsi coppia dopo una lunga quotidianità da genitori.

Nell’arco di vita un particolare cambiamento carico emotivamente per l’individuo e per la relazione con il partner, nasce dal desiderio di avere un bambino, in una fase più chiara di quanto potrebbe apparire agli occhi di molti.

Più o meno pianificata è una scelta che porta una “ventata di novità”, i due partner saranno sotto i riflettori ma la partecipazione e la risposta delle famiglie, calorosa, di supporto, accogliente o al contrario distaccata, e di non approvazione influenzerà sicuramente la costruzione della nuova identità di genitori.

Il passaggio da coppia a genitori è comunemente, culturalmente considerato una naturale evoluzione, un momento di riorganizzazione della propria vita e dei propri valori, dove l’altro, il bambino desiderato, viene ad assumere la posizione centrale.

Un passaggio impegnativo dove si crea lo spazio fisico e mentale per un “terzo elemento”, che rappresenta la realizzazione di una delle massime aspirazioni della coppia, la continuazione del senso della famiglia,un segno forte della loro unione, al di là delle attitudini alla genitorialità. Configura probabilmente il legittimo riconoscimento dell’essere adulto ed il superamento dei confini gerarchici tra genitori e figli, quasi un rito di passaggio.

Ad un livello più profondo entrano in causa ed in relazione tra di loro due rappresentazioni: l’idea interiorizzata e costruita nel tempo dei rispettivi esempi genitoriali e l’abilità di creare un nucleo autonomo, proprio e diverso dagli altri

Prende forma il legame tra passato – presente – futuro, tre generazioni, un ciclo.

La premessa per la funzionalità della coppia in evoluzione è certamente l’equilibrio, l’intesa, la capacità di condivisione dell’intimità, d’integrazione tra le somiglianze e le auspicabili differenze tra la nuova famiglia e le famiglie d’origine, funzionalità che è in opposizione alla fusione con il partner o con i propri genitori. Sono elementi indispensabili per concedere al bambino che arriverà lo spazio, la libertà di crescere e dei riferimenti stabili su cui appoggiarsi.

 

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