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Associazione Corpo Specchio – FIDA Verona

Il sosia, l’ombra, il perturbante.
Nel celebre romanzo di Wide, Dorian Gray arriverà a fare della sua bellezza un rito insano.
Egli inizia a rendersi conto del privilegio del suo fascino quando Basil Hallward, pittore suo amico, gli regala un ritratto che lo riproduce nel colmo della gioventù. È preso allora da un possente desiderio che egli formula come un voto: rimanere per sempre giovane, mentre il dipinto avrebbe registrato la decadenza riservata al suo corpo.
Il voto viene esaudito.
Il ritratto assumerà però non le veci del corpo ma dell’anima.
Il Corpo è Specchio dell’anima?
O ne è l’intollerabile limite?
Riflette o tradisce?
Condannando alla tragica, intollerabile, umana condizione di mortalità?

Come nel magnifico “Ritratto di Dorian Gray” è il quadro ad assorbire tutta la conflittualità negata dal protagonista, in molte forme di psicopatologie contemporanee è il corpo a divenire vittima e teatro di conflitti e affetti indicibili.

Il Corpo, nella contemporaneità, ancora più che in passato, è costretto a divenire SPECCHIO di quanto il soggetto non è in grado di riconoscere di se stesso.

Delegato a esprimere una muta richiesta d’aiuto; immobilizzato dalla ricerca dello sguardo strutturante di un Altro, il Corpo abdica alla sua vocazione di essere veicolo nel mondo.
Ma quando e se il Corpo diviene o viene percepito, per la persona che lo abita, come un ostacolo; quando e se il Soggetto non riconosce piu il legame fra se stesso e il Corpo e specialmente quando e se il conflitto assume intensità tali da far pensare che… solo distrutto LUI potrò vivere IO, il rischio che il finale sia drammatico come quello del romanzo è elevatissimo.
Quando Dorian vede, all’improvviso, impressi sul ritratto, tutti gli orribili effetti delle sue colpevoli scelte, cerca di distruggerlo.
Accoltella il ritratto e muore, lui, con un coltello piantato nel petto.

L’Associazione Corpo Specchio nasce per promuovere e diffondere la conoscenza teorica ma specialmente la pratica clinica nel trattamento di tutte quelle forme di psicopatologia in cui l’eclissi di parola e pensiero costringono il corpo a farsi portatore di tutto ciò che di se non si vuole sapere.

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