Il romanzo familiare dei nevrotici e le elezioni politiche 2013

L’emancipazione dall’autorità dei genitori dell’individuo che cresce è uno degli esiti più necessari, ma anche più dolorosi, dello sviluppo.

In questo modo S. Freud nel 1908 inizia il suo saggio “Il romanzo familiare dei nevrotici” scritto per essere inserito nel libro “Il mito della nascita dell’eroe” di Otto Rank.

Otto Rank dal 1906 è l’allievo più giovane del Professore di Vienna, l’allievo che si avvicina alla psicoanalisi senza aver nessuna formazione umanistica ma che in pochi anni diventa il più alacre studioso delle commistioni tra psicoanalisi e arte, letteratura, mitologia.

Questo incipit m’è parso ghiotto per proporre un parallelo tra l’attuale situazione politica e il tentativo di svincolo dal romanzo familiare nevrotico.

Questo momento in cui tutto potrebbe esser pronto per dare avvio ad un cambiamento in modo da  “emancipare l’individuo dall’autorità dei genitori” e mutatis mutandis dalle vecchie volpi della politica italiana.

… il progresso della società si basa su questa opposizione tra generazioni successive.”  Ebbene non è forse proprio questo il nostro caso, avremmo un gran bisogno di “uccidere” dei padri istituzionali e amministrativi che ci hanno ridotto, per cupidigia e miopia, sul lastrico culturale ed economico ?

Dopo le rivoluzioni sessantottine nessuna contrapposizione vera tra generazioni, solo padri e figli che si staffettano aziende, trasmissioni tv, poltrone, cariche, proprietà; nulla di male s’intende, ma pochissimo apporto in termini di sviluppo… enormi e minuscoli interessi particolari, in fondo in Italia, anche le Poste sono un azienda familiare.

Il saggio del Professore continua invitando all’osservazione e all’analisi dei sogni a occhi aperti dei giovani “nervosi” affermando che i sogni ad occhi aperti rispondono sempre a due scopi “uno ambizioso e uno erotico”, ovvero una componente immaginativa di costruzione della propria identità futura e una di soddisfacimento pulsionale.

Abbiamo un disperato bisogno di sognare ad occhi aperti una spinta di desiderio che possa allargare gli orizzonti dalla bolletta da contabilizzare, dal conto del salumiere da ammortizzare, dalla rata della macchina da pagare.

Non è certo un caso se il maggiore consenso e, verosimilmente, il più grande bottino di nuovi voti sarà raccolto dal Movimento 5 Stelle che invita a pensare (sognare?) una Italia completamente differente in cui le competenze rimpiazzano le conoscenze e la democrazia è esercitata direttamente dai cittadini con un gradiente residuale di rappresentatività.

A sinistra Renzi, ci ha provato… buttando il cuore oltre l’ostacolo, sfruttando la più avanzata pirotecnica mediatica, arrivando quindi, secondo la scienza (poca) della comunicazione, ad un vastissimo numero di italiani. Ha perso, pur totalizzando un formidabile exploit, proprio perché ha trovato difronte a sé il muro invalicabile dell’establishment partitico… addirittura del proprio partito. Immagino assessori, consiglieri, funzionari PD di tutta Italia invitare i familiari, anche quelli che non sentivano da anni, tutta “‘a famigghia” insomma, a stringersi attorno alla  piccola poltrona e al grande padre Pierluigi, pacato, emiliano… nulla di più rassicurante, nulla di meglio per contrastare “l’opposizione tra generazioni successive“.

Sul versante opposto (?) di questo strambo bipolarismo all’italiana qualcosa di nuovo? Tantomeno! Un preparatissimo ragioniere e il solito accecante Silvio.

Ebbene Otto Rank nel 1923 dopo un progressivo raffreddamento dei rapporti con il maestro arriva ad una totale rottura, risoluzione della nevrosi familiare della società psicoanalitica viennese si direbbe. Se a quel giovane psicoanalista sono serviti 17 anni quanti ne potrebbero servire a noi ?

A quando la rottura della società civile italiana con la propria famiglia partitica?

Il 24 e 25 febbraio 2013 sembrerebbero bellissime date.

Dott. Lorenzo Franchi