Prevenzione

Il punto di partenza per contrastare il disagio psichico è la promozione della salute e lo sviluppo delle risorse dell’individuo, fattori che di per sé, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza, limitano i rischi di evoluzioni sintomatiche.

La prevenzione nel campo dei disturbi del comportamento alimentare ha  lo scopo  di evitare che il disturbo si manifesti o di ridurne l’incidenza attraverso una precoce individuazione degli elementi sociali, culturali, familiari e individuali a esso correlati. Esempi significativi sono la pressione sociale a essere magri, la presenza di modalità di comunicazione familiare improntate alla negazione delle emozioni e dell’esordio sintomatico; sul piano individuale, una bassa autostima con conseguente dipendenza dai modelli esterni.

Quando il sintomo è già presente, l’intervento di prevenzione  è orientato a evitare che il disturbo si strutturi in forme sempre più gravi e a limitarne la durata.

Questo tipo di lavoro è strettamente connesso a programmi di sensibilizzazione sull’importanza del chiedere aiuto alle strutture specializzate nella cura e si rivolge sia alla scuola – dell’infanzia e primaria oltre che secondaria e superiore – sia agli ospedali e alle ASL.