Contatta il nostro Centro: 011.7719091




DCA nell’infanzia

Disordini alimentari nell’infanzia
Il numero crescente dei bambini interessati da disordini alimentari, le fatiche lamentate dai genitori durante il momento dei pasti, gli episodi sempre più frequenti d’inappetenza, le stime pediatriche sul sovrappeso in età evolutiva, lasciano interrogativi importanti sull’insorgenza in età evolutiva di tali problematiche e sulla necessità di interventi precoci che possano aiutare e sostenere le famiglie.
L’ingresso dei bambini all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia o primaria di ogni livello rivela una difficoltà spesso nascosta nell’ambiente familiare o dissimulata in vario modo: si individuano così piccoli che rifiutano l’uso del cucchiaio per nutrirsi, bambini o ragazzi che non mangiano, che mangiano solo determinati cibi, che divorano la loro pietanza e quella del vicino. Le famiglie a volte sottovalutano elementi esterni, assorbiti e registrati dai propri figli: il ritorno al lavoro della mamma, privazioni varie, divorzio dei genitori.
Il sintomo nel proprio figlio diventa richiesta d’aiuto verso gli adulti che devono prendersi cura di lui.
Il disordine alimentare tipico di alcune fasi evolutive può seguire un’evoluzione nella direzione di un futuro quadro sindromico più importante (anoressia, bulimia, obesità), in momenti di crescita differenti dall’infanzia all’adolescenza.

Il Centro di Psicoterapia e Formazione, dopo il primo contatto telefonico della famiglia, attiverà il terapeuta che inviterà i genitori a sostenere due colloqui di valutazione della problematica familiare, spostandosi in tal senso da una logica colpevolizzante (che ha spesso visto coinvolta solo la figura materna) ad una ricerca di responsabilità condivisa, che rimette in gioco la coppia genitoriale. Laddove la coppia sia coinvolta in dinamiche di separazione sarà importante lavorare sulla non-confusione dei ruoli: la coppia dei partner può finire, quella genitoriale no. In questo modo potranno essere valutate le risorse presenti e le fatiche nella sopportazione del dolore mentale, e nel favorire atteggiamenti di intimità, fiducia e ottimismo nel bambino.
Dopo la fase di valutazione sarà possibile individuare uno spazio di psicoterapia per il bambino o ragazzo secondo tempi e modalità definiti, che nello stesso tempo vedrà coinvolti i genitori con incontri periodici per restituire l’idea di un progetto condiviso, in cui il sintomo “significato” potrà essere pensato e finalmente digerito.

L’ALIMENTAZIONE SELETTIVA

L’alimentazione selettiva porta ai genitori un vissuto di frustrazione e preoccupazione entrando in un circolo vizioso. Ad esempio, già durante la preparazione dei pasti, i genitori possono provare vissuti connotati da ansia e da emozioni negative, proprio perchè il cibo rappresenta un problema. Queste sensazioni si trasmettono nel bambino che non assocerà il momento dei pasti come un momento sereno e disteso. I genitori possono arrivare a provare sensi di colpa e impotenza da cui è difficile uscirne, perchè ingloba entrambi. Spesso quei momenti diventano caratterizzati da tensione e litigi e questo non aiuta un miglioramento delle dinamiche alimentari nei bambini. Consultare degli specialisti aiuta a comprendere l’importanza di spostare quei momenti di tensione in altri luoghi in cui possono essere pensati e analizzati da una persona terza che aiuta nella comprensione dei conflitti. Il cibo non deve essere utilizzato come strumento attraverso il quale esercitare un potere che diviene un mezzo attraverso cui si contrattano punizioni e premi. E’ sempre una cosa positiva e un aiuto ad avvicinare i bambini al cibo cucinare insieme a loro e coinvolgerli cercando di conoscere e scoprire i loro gusti. Anche il cibo, esattamente come tutti gli altri “oggetti” del mondo, deve essere fatto scoprire e conoscere e il modo migliore è che si faccia sperimentare l’imitazione di buoni comportamenti attraverso una sana alimentazione dei genitori.

COSA PUO’ RAPPRESENTARE LA SCUOLA

Spesso gli adolescenti che soffrono di disturbi alimentari vivono la scuola come luogo di confronto e prestazione in cui sperimentarsi. Il controllo che esercitano sul cibo lo manifestano anche in un rigido controllo scolastico in cui tentano di mantenere i voti molto alti vivendo gli insuccessi come veri e propri fallimenti. Il perfezionismo che ricercano e la continua volontà di mantenere alte le aspettattive proprie e altrui li intaccano a livello emotivo provocando atteggiamenti di rigidità e controllo. Spesso la scuola funge da contenimento di queste angosce che vengono manifestate sul corpo attraverso condotte sbagliate e spesso a rischio. Apparentemente mostrano solo il lato forte e prestazionale, ma, di fondo, celano un’emotività fragile che va supportata e compresa. Dentro di loro c’è un’impossibilità a gestire e accettare i propri limiti non volendo vederli e farli vedere all’esterno. Ogni voto basso o cambiamento di programma può rappresentare una vera e propria sofferenza percepita come fallimento personale. Spesso sono presenti vissuti depressivi, per questo motivo vanno sostenuti e aiutati ad incontrare le loro fragilità personali non vivendole come aspetti sbagliati ma agevolando il processo di accetazione e integrazione.

IL FORTE LEGAME TRA CIBO ED EMOZIONI

Sviluppare una buona competenza emotiva nei bambini non è un passaggio semplice e soprattutto automatico. Spesso capita che bambini molto emotivi possano far fatica a tollerare emozioni forti e angoscianti e che riversino sul cibo certe tensioni o paure. L’alimentazione è strettamente legata a ciò che i bambini vivono nella quotidianità e spesso ilo cibo viene utilizzato come mezzo comunicativo per far comprendere ai genitori certi disagi che non riescono a mettere in parola. Per questo motivo diventa fondamentale cogliere i segnali e slegare il prima possibile il cibo da situazioni disfunzionali che possono protrarsi e peggiorare nel tempo. Le difficoltà che si incontrano nel percorso di crescita divengono sfide che sentono troppo grandi e forti per poter essere affrontate. Per questo motivo il non mangiare spesso prende i connotati di un vero e proprio blocco evolutivo non sentendosi ancora in grado di sostenere sfide a scuola, separazioni dei genitori, lutti familiari o tollerare un corpo che cresce e cambia. Tutti questi passaggi evolutivi che impongono una messa in gioco e una conseguente perdita di una condizione di sicurezza, spesso rappresentano un arresto evolutivo e per questo motivo questi momenti vanno supportati e accolti nella loro fragilità. Anche i genitori vanno aiutati a cogliere questi segnali per comprendere al meglio come certi fatti quotidiani e di vita possono incidere sull’emotività e la sensibilità dle proprio figlio. Aiutare a mettere in parola certe sofferenze e difficoltà aiuta i bambini a non utilizzare il loro corpo come mezzo di comunicazione di questi vissuti di sofferenza. 

“MAMMA DAMMI ANCORA DA MANGIARE”

I bambini che mangiano molto e che non riescono a sentire il senso di sazietà sono spesso bambini che vivono un’emotività molto coatta e isolata. Fanno spesso fatica ad esprimere ciò che provano o pensano perché sono portati ad utilizzare il cibo come mezzo attraverso il quale placano alcuni loro stati interni. Hanno una vera e propria relazione con il cibo isolandosi in parte dagli scambi con le persone reali. Hanno spesso paura di un confronto e tendono a non affrontare l’argomento per non mettere in discussione una pratica che li fa sentire bene nell’immediato ma che poi causa sentimenti come vergogna e senso di inadeguatezza sopratutto con i pari. Spesso queste emozioni di disagio emergono quando iniziano a confrontarsi con i coetanei in qualche attività sportiva o anche quando devono fare ginnastica a scuola dove il corpo viene portato allo scoperto. Aiutarli a manifestare i loro vissuti interni in altro modo che non sia il riempimento gastrico li aiuta sia nel delicato processo di conoscenza personale ma anche nell’acquisire una sempre maggiora sicurezza interna. 

 

LA RABBIA CHE PROVOCANO I DISTURBI ALIMENTARI

I bambini e i ragazzi affetti da disturbo nell’alimentazione spesso hanno come emozione predominante la rabbia. Per questo motivo molti dei genitori che si rivolgono a noi ci dicono che non li riconoscono, che sono molto chiusi, che non si può dire loro niente perché basta poco per farli scattare. Questa emozione li caratterizza perchè in loro è presente un conflitto interno verso ciò che voglio e ciò che si deve fare. Questi tipi di disturbi provocano molta tensione familiare e spesso la rabbia provocata non si riesce a comprendere come è bene affrontarla. Sono bambini e ragazzi arrabbiati perché si percepiscono molto legati al cibo che prende spesso le forme di una vera e propria ossessione. Un’altra conseguenza importante che ha ricadute a livello psichico e relazionale è che se questa rabbia e questi pensieri circolari li portano ad isolarsi dal mondo non cercando i momenti di spensieratezza con i coaetanei preferendo rimanere soli. Spesso sono molto arrabbiati con loro stessi e riversano all’esterno la frustrazione provata rendendosi inavvicinabili. Questo spaventa comprensibilmente i genitori che si trovano in difficoltà a gestire i momenti di confronto su questo argomento. Per questo motivo è fondamentale trovare un luogo di ascolto e di confronto in cui si possano trovare strategie utili per fronteggiare queste problematiche riguardanti tutto il nucleo familiare.

 

IL SENSO DI ONNIPOTENZA

Quello che spesso i disturbi alimentari provocano è un grande senso di potere e onnipotenza che sia i bambini che gli adolescenti esercitano sia nei genitori che dentro loro stessi. I genitori si sentono messi al muro e impotenti nel passare divieti o imposizioni non volendo andare a peggiorare alcuni stati emotivi dei figli. Il mangiare o il non mangiare diviene un modo per tenere i genitori sulle spine percependo la loro preoccupazione per tale argomento. Ad una prima analisi si può pensare che questo potere li renda molto forti e furbi in realtà è una sensazione che può anche spaventare molto facendoli percepire in balia di loro stessi. Aiutarli nel processo di accettazione dei limiti rispetto ad abitudini che devono essere rispettate provoca inevitabilmente sentimenti di tensione e di conflitto ma attraverso questa modalità recepiscono di avere qualcuno che si vuole occupare di questa loro fragilità e non lasciarli soli con i loro pensieri che spesso sono circolari e ossessivi non creando nella loro mente spazio per aspetti di vita sani e vitali.

Via Giacomo Medici 41 - 10143 - Torino - [t] 011-7719091 - torino@fidadisturbialimentari.it - Mappa del Sito | Note legali e privacy

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o un pulsante o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Privacy Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close