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Dipendenze affettive

“Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo carattere, la sua indifferenza, o li consideriamo conseguenze di un’infanzia infelice e cerchiamo di diventare la sua terapista, stiamo amando troppo. Quando non ci piacciono il suo carattere, il suo modo di pensare e il suo comportamento, ma ci adattiamo pensando che se noi saremo abbastanza attraenti e affettuosi lui vorrà cambiare per amore nostro, stiamo amando troppo.
Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza, stiamo decisamente amando troppo.”
(Robin Norwood, Donne che amano troppo)

Negli anni ’70 Robin Norwood nel libro “Donne che amano troppo” tratta la problematica della dipendenza affettiva, di cui  si sente sempre più parlare.
Nella dipendenza affettiva, l’amore verso l’altro, presenta caratteristiche delle dipendenze in generale. Il dipendente affettivo non riesce a conservare la propria individualità in un rapporto, a porre dei confini tra se stesso e l’altro.Si attacca eccessivamente all’altro, teme più di tutto l’abbandono e la solitudine e queste paure lo portano ad essere sempre più geloso ed ossessivo verso il partner.
E’ una forma di dipendenza che colpisce solitamente le donne, con fasce di età molto diversa.
Donne fragili che, alla continua ricerca di amore che le gratifichi, si sentono inadeguate.
Donne che non riescono a stare in una relazione senza dipendere e senza elemosinare attenzioni e continue richieste di conferme.
Questa modalità di porsi in relazione con l’altro le aiuta a fronteggiare e neutralizzare il profondo senso di impotenza, disagio, vuoto affettivo che avvertono intensamente.
Il bisogno disperato di sicurezza condiziona il progetto della loro vita affettiva, per timore di ogni cambiamento soffocano lo sviluppo delle loro capacità individuali e sopprimono ogni loro desiderio ed interesse.
Queste donne vedono nell’amore la risoluzione dei loro problemi, il partner assume il ruolo di un salvatore, diventa lo scopo della loro vita e la sua assenza anche temporanea dà la sensazione di non esistere.
Chi soffre di dipendenza affettiva non riesce a cogliere ed a beneficiare dell’amore nella sua profondità ed intimità. E’ possibile l’insorgere di una vera e propria sintomatologia come idee ossessive, depressione, insonnia, disturbi del comportamento alimentare e ansia generalizzata.
L’ ansia spesso deriva dall’oscillazione tra il desiderio/paura di sperimentare vicinanza e il desiderio/paura della lontananza. Molto forte è la paura ossessiva di perdere la persona amata, fobia che si alimenta a dismisura ad ogni piccolo segnale negativo. Talvolta è sufficiente non ricevere una telefonata o rimanere inaspettatamente soli per avere paura di un abbandono definitivo.
L’amore è inter-relazione dinamica, scambio ed  accrescimento reciproco tra le persone che si amano.
Gli affetti che comportano paura e dipendenza, tipici delle dipendenze affettive, sono destinati a distruggere l’amore.
La guarigione dalla dipendenza affettiva non è il distacco dalla persona o dalle persone da cui si è dipendenti, bensì l’acquisizione di un’autonomia affettiva, ciò che permette di entrare in relazione con gli altri, perchè li vogliamo, li scegliamo, non perchè abbiamo bisogno di loro per vivere.
I dipendenti affettivi giungono a chiedere aiuto quando “toccano il fondo”, quando hanno la percezione del vuoto, della perdità di identità, della rabbia e della frustrazione di non vedere ricambiata la dedizione e il loro amore. In questi momenti dolorosi trovano la spinta per uscire dal circolo vizioso della dipendenza affettiva
La psicoterapia, sia individuale che di gruppo, consente alle persone che soffrono di dipendenza affettiva di potere modificare il loro modo di relazionarsi e di amare, aiutandole ad osservarsi nelle relazioni, a divenire consapevoli del messaggio che danno di sé, in modo da poter accedere al concetto profondo di sé e ai nodi della loro storia personale che li ha condotti ad un simile funzionamento.

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