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Bulimia

La bulimia è un disturbo alimentare caratterizzato da abbuffate ricorrenti associate a comportamenti di compenso come il vomito auto-indotto , lassativi, diuretici ed esercizio fisico.
Le persone affette da bulimia entrano in un circuito ripetitivo caratterizzato da dieta rigida, trasgressione anche minima ma vissuta come perdita di controllo, abbuffata e messa in atto del meccanismo di compenso.
Le persone bulimiche spesso si vergognano del loro comportamento e cercano di nasconderlo, vivendolo nella più completa solitudine.

Colpa, vergogna e disprezzo per sé stesse sono i sentimenti che prevalentemente si provano.
Questi soggetti conducono apparentemente una vita normale, ma dentro portano questo segreto che da spesso loro la sensazione di non essere mai autentiche. Hanno bisogno di mostrare all’esterno un’ immagine di persona efficiente e socialmente inserita, vivendo in solitudine il profondo dolore di non riuscire ad esprimere i propri bisogni e le proprie necessità.

Tutta l’esistenza del soggetto affetto da bulimia è segnata da un continuo vuoto-pieno, un vuoto che viene riempito sempre e solo con il cibo non conoscendo altro modo per riempirlo. Il cibo sembra l’unica modalità per provare piacere, riempire il vuoto, lenire la sofferenza e contenere la rabbia.

Le cause di questa patologia sono molteplici; per questi soggetti è spesso difficile mostrare e sentire dentro di sé rabbia, aggressività , tristezza, dolore, invidia , gelosia , cioè  tutti quei sentimenti che vengono individuati come negativi. Anche affetto, bisogno, dipendenza, allo stesso modo, sono raramente percepiti e riconosciuti.
Il mondo emotivo dev’essere costantemente evacuato perché troppo pericoloso e difficilmente gestibile.

CURA

Le persone bulimiche spesso richiedono la cura nella speranza di poter acquisire il controllo sul cibo.
E’ per loro molto difficile chiedere aiuto perché vuole dire mostrare le parti bisognose che hanno sempre cercato di mascherare, nel timore che potessero essere rifiutate dagli altri.
Il poter ritrovare o ripristinare un rapporto regolare con il cibo passa attraverso la rivisitazione della propria vita, per quanto riguarda i propri traumi o disagi passati e nel presente dove il sintomo ha ancora una sua precisa funzione per il soggetto che ne soffre.
Emerge come in questi disturbi si cerchi di evitare, rifiutare o astenersi dall’ affrontare le situazioni problematiche della vita passate e presenti con il carico emotivo che queste comportano.
Riuscire ad arrivare ad assumere cibo e quindi nutrire il nostro organismo equivale a riuscire a metabolizzare i fatti della vita passati e presenti che nutrono la nostra esperienza arricchendoci e facendoci crescere.

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