DCA nell’età adulta

“….Le richieste del corpo possono essere sperimentate come invasive, spaventose o persino disgustose, a ogni stadio della vita….Particolari fasi evolutive possono agire come catalizzatori dell’ insorgenza più acuta di ansie radicate nella nostra natura corporea, per esempio nella pubertà o quando il nostro corpo invecchia….” (Alessandra Lemma, 2011)
I disturbi alimentari non colpiscono solo adolescenti, ma anche giovani in età adulta e  donne in età matura.
Negli ultimi dieci anni è  anche aumentata la percentuale di uomini che soffrono di queste patologie.
Talvolta i disturbi alimentari trascurati o non curati a sufficienza agli esordi, perdurano negli anni alternando fasi più o meno acute, tali da poter determinare una cronicizzazione del sintomo.
Spesso nella pratica clinica troviamo persone che soffrono fin  dall’ infanzia (nei casi di alimentazione incontrollata e nell’ obesità), o dall’ adolescenza di un disturbo alimentare, senza aver mai affrontato in profondità le tematiche sottostanti a questa problematica.
Le donne in età matura e gli uomini sono spesso in difficoltà a chiedere aiuto e ad intraprendere una cura perché temono di soffrire di una patologia che non dovrebbe riguardare la loro età o il loro genere.
Anoressia, bulimia, obesità e alimentazione incontrollata possono, invece, insorgere in corrispondenza di qualunque importante cambiamento della vita in entrambi i sessi.
Molte donne, alla soglia della menopausa, in una cultura come la nostra in cui essere giovani è un ossessione,  vivono quest’avvenimento come l’ inizio della vecchiaia e sentono questo passaggio come un evento che le costringe a fare i conti con “l’ orologio biologico” a cui non possono sottrarsi.
Talvolta, per questi soggetti, questo evento coincide con l’ autonomizzazione dei figli, la così detta ” sindrome del nido vuoto”, o con la presa di coscienza della fine dell’ età generativa che le costringe a rimettere in discussione il mondo interno ed esterno.
Questo passaggio suscita angosce di solitudine molto profonde  che le fanno sentire in difficoltà nel continuare a partecipare alla vita.
Il cibo, talvolta l’ alcol, diventano dei modi per alleviare il proprio dolore e per riempire il vuoto della perdita.
Le donne, invece di elaborare il lutto dovuto alla perdita di questi aspetti di sé, possono sviluppare un  sintomo alimentare.
Iniziano così a  focalizzare l’ attenzione sul timore delle possibili deformazioni  corporee e, invece di affrontare le difficoltà , le paure e i timori dovuti a questo periodo della vita,  cercano attraverso il cibo e le manipolazioni del corpo di non sentire e non affrontare il dolore psichico che inevitabilmente ogni nuova fase della vita porta con sé.
MASCHI
I disturbi del comportamento alimentare negli uomini , oltre all’ anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata, presentano due sintomi specifici: ortoressia e vigoressia.
Anche per gli uomini lo sguardo si focalizza principalmente sul corpo e sul timore di non essere abbastanza muscolosi,  prestanti o troppo grassi.
Spesso l‘ iper-attività fisica, come condotta di eliminazione, o come modo per cercare di raggiungere l’immagine ideale, diventa una risposta a queste problematiche, che utilizzano la manipolazione del corpo per difendersi dalla sofferenza.