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Intervista su IO DONNA-CORRIERE DELLA SERA a Laura Ciccolini

Quando lui scopre la dieta

Controlla le etichette, conta le calorie, compra solo cibi sani. In Italia l’uomo è molto più in sovrappeso della donna. E se decide di dimagrire, non conosce mezze misure

di Stefania Chiale
Quando lui scopre la dieta

Dimenticate la mucca qualunque. Quella che non pascola nel vostro giardino di casa e non si nutre di erba bio. Le carni bianche possono andare, a patto che siano tracciabili. In alternativa c’è la vera protagonista delle spese di chi cerca “l’alimentazione perfetta”: la soia. Poco importa se contiene fitoestrogeni, estrogeni vegetali che possono interagire con patologie ormonali e favorire il cancro al seno. Bistecche, spezzatino, burger, addirittura würstel di soia: in gran quantità. Il latte? Basta scegliere quello di soia, di riso, di mandorle, d’avena o di qualsiasi altro cereale. La carne rossa è cancerogena, i latticini intossicano, il pesce è pieno di mercurio, i cibi industriali sono il demonio. Dimenticate ovviamente la farina, lo zucchero, il caffè. Il cioccolato può andare, rigorosamente fondente, con una quantità di cacao superiore al 65 per cento. Le verdure vanno benissimo, a patto che siano biodinamiche. E occhio anche alla frutta: né poca, né troppa. In una mela c’è l’equivalente di un cucchiaio di zucchero! In alternativa ci sono sempre alimenti dai nomi esotici: tofu, seitan, tempeh, kuzu. La ricerca del cibo sano a tutti i costi passa per diete più o meno fai da te, lettura maniacale delle etichette e spese che durano ore. E quando la scelta parte da “lui” non esistono mezze misure. Ritrovare la linea o mangiare sano non fa differenza: per un uomo scegliere il cibo diventa una missione. Che in qualche caso sarebbe più esatto definire ossessione.

da "La grande abbuffata"

Ma quanto pesiamo!?
Siamo il Paese della dieta mediterranea e degli abitanti pesanti: 22 milioni di persone sovrappeso (un italiano su tre) e 6 milioni di obesi (uno su 10) fanno dell’Italia una delle nazioni europee più grasse d’Europa. Tra i dati forniti lo scorso gennaio dall’Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation ce n’è uno di genere. A essere sovrappeso sono il 45,5 per cento degli uomini contro il 26,8 per cento delle donne. Il timore di andare a ingrossare le fila di questa maggioranza pesante spinge sempre più uomini a mettersi a dieta e cercare un’alimentazione sana. Cose positive, e che riescono bene all’uomo, finché non diventano – appunto – ossessioni.

Niente rughe per lui
«Quando l’uomo decide di dimagrire, è più determinato della donna. E anche più facilitato» ci spiega Paolo Accornero, medico nutrizionista di Milano, che divide i suoi pazienti maschi in due categorie. «I giovani si mettono a dieta per impulso narcisistico. Sono molto determinati: l’80 per cento di loro ottiene buoni risultati grazie a un’alimentazione controllata (ovviamente non bevendo alcolici) e a molto sport». Diverso è il caso degli uomini dai 40 ai 55 anni: «La motivazione è l’invecchiamento, la paura di perdere tono muscolare e libido. Anche questi soggetti, tenuti a regime, hanno una buona riuscita».
Una ricerca del 2012 dell’Università del Michigan dimostra che l’uomo forzato a dieta dalla moglie non dimagriva, anzi, ingrassava di più. Quando invece l’uomo decide autonomamente di controllare l’alimentazione spesso la sua riuscita dipende dalla complicità femminile e diventa un impegno di coppia: «La maggior parte degli uomini di mezza età in Italia è abituato a fare poco in casa e ad appoggiarsi alla moglie anche per le esigenze salutiste. È lei che fa la spesa, anche per il marito a dieta. È lei che gli cucina la bistecca ai ferri, il seitan e le verdure di stagione. Insomma: la dieta dell’italiano medio di mezza età regge grazie all’aiuto della compagna». Insopportabile. Fino a mandare in crisi più di una coppia. Accornero minimizza: «Un uomo non mette a rischio la tenuta familiare perché vuole il tofu, ma perché trova l’amante!». Sì, ma prima di trovarla, ha voluto dimagrire. E i nervi della moglie ne fanno doppiamente le spese.

Oltre la bilancia
Ci sono anche casi limite tra i 17 milioni di italiani che seguono una dieta alimentare (dati Coldiretti). Quando questa diventa l’obiettivo della giornata, la spesa un’ansia quotidiana e la salute un incubo, la ricerca del cibo sano si trasforma in patologia. L’altra faccia del salutismo a tutti i costi è l’ortoressia, l’ossessione patologica del mangiare sano. Gli uomini, ancora, primeggiano sulle donne. Il ministero della Salute calcola che gli ortoressici in Italia sono 300mila, in prevalenza maschi.
«L’ossessione per il cibo sano diventa malattia quando occupa la mente per troppo tempo» spiega Laura Ciccolini, psicologa e psicoterapeuta di Torino, presidente di Fida, Federazione Italiana Disturbi Alimentari. Una patologia che porta anche all’isolamento sociale: «L’ortoressico evita la cena fuori casa per non incorrere in cibi di cui non conosce l’esatta provenienza». Il motivo per cui colpisce più uomini che donne risiede nelle ragioni delle diete, anche di quelle non patologiche: «La donna» spiega la dottoressa Ciccolini, «è più ossessionata dal corpo e dal peso, non a caso il disturbo alimentare in cui più comunemente incorre è l’anoressia. Per la donna il cibo è un mezzo per controllare il peso, quindi non è interessata alla composizione del cibo. Per l’uomo è il vero oggetto di attenzione». Anche, e soprattutto, quello sano.

Per visualizzare l’articolo originale : http://www.iodonna.it/attualita/in-primo-piano/2016/04/25/quando-lui-scopre-la-dieta/

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