Educativa Territoriale

Il Centro CPF-FIDA Torino, oltre alla presa in carico psicoterapeutica, psichiatrica e medico-nutrizionale, offre un Servizio di Supporto Domiciliare effettuato da uno Psicologo, che può aiutare la persona affetta da DCA e la sua famiglia nella gestione della quotidianità. Il pasto non rappresenta solo un nutrimento necessario alla sopravvivenza, ma ricopre dei significati simbolici importanti: affettivi, sociali, culturali.

Nei Disturbi del Comportamento Alimentare, il cibo è utilizzato come strumento per comunicare un disagio profondo: può diventare un acerrimo nemico oppure un alleato con valenza consolatoria.

Nella cura di tali problematiche psicologiche, il focus non è centrato sulla corretta alimentazione, ma sul potersi liberare dall’angoscia dello “stare a tavola”, e trasformare il pasto in un momento piacevole, sereno e conviviale per l’intero nucleo familiare.

I familiari di una persona che soffre di DCA, infatti, sono spesso disorientati e pervasi da sentimenti di rabbia, impotenza, rifiuto che li possono portare a temere di fare la cosa sbagliata o ad avere reazioni che potrebbero fare insorgere ulteriori problematiche relazionali. I genitori sono preoccupati a causa dell’eccessivo aumento o perdita di peso del figlio/figlia, oscillando tra l’immobilismo o l’eccessivo interventismo causando un’impossibilità di PENSARE a quanto sta accadendo. Le persone affette da questa patologia, in molteplici situazioni, hanno bisogno di un dispositivo terapeutico più articolato e intensivo che possa sostenerle non solo durante il pasto, ma in tutti gli aspetti della vita quotidiana ai quali non riescono a far fronte.

Il progetto Educativa Territoriale nasce dalla necessità di individuare e costruire interventi ad personam, al fine di sostenere chi attraversa momenti di difficoltà nella cura di sé, nel rapporto con la propria famiglia e con gli altri, nel lavoro, nello studio e a scuola.

Il lavoro psicologico domiciliare prevede diverse forme di supporto:

  • assistenza pasti (pranzo-cena): l’operatore si recherà presso il domicilio, nell’ora concordata, per agevolare il momento del pasto, sia nel caso in cui il figlio fosse a casa da solo, sia in presenza della famiglia;

  • assistenza scolastica/formativa: sostegno nella preparazione di interrogazioni, svolgimento di compiti, creazione e organizzazione di un metodo di studio, ricerca di un lavoro;

  • assistenza ludico-ricreativa: favorire un approccio alla creatività ed una gestione del tempo libero.

L’obiettivo del Servizio non è solo quello di andare ad incidere sul sintomo, ma anche quello di aiutare le persone a riprendere e migliorare le capacità relazionali e sociali, a costruire la propria identità e a ridurre o stabilizzare gli aspetti sintomatologici, per riuscire a raggiungere un rapporto sostenibile con il cibo e con il proprio corpo.

In quest’ottica, il proposito dell’operatore è quello di riconoscere, accogliere e contenere i vissuti emotivi e le difficoltà pratiche legate a tali situazioni, con lo scopo di creare uno spazio supportivo, collaborativo, di condivisione e di fiducia.

Il Servizio di Supporto Domiciliare può essere effettuato e costruito in collaborazione con i Centri di Salute Mentale, i Servizi di Neuropsichiatria Infantile e le strutture sanitarie che si occupano del trattamento dei DCA.