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Il Taccuino d’Oro

Il Taccuino d’Oro”

Doris Lessing (1962)

 

Anthony Burgess, noto scrittore e critico letterario britannico, ha considerato “Il taccuino d’oro”  come uno dei suoi libri preferiti, discussi nel suo Ninety-nine Novels del 1984.

Il Norwegian Book Club nel 2002 lo ha considerato come uno dei 100 migliori libri di sempre, mentre nel 2005 il romanzo è stato scelto dalla rivista TIME come uno dei 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923. Si tratta di uno dei più noti capolavori della scrittrice di origini persiane, premio nobel per la letteratura nel 2007, scomparsa nell’Autunno del 2013.

 

Il romanzo, fortemente autobiografico, è la storia della scrittrice Anna Wulf, dei quattro quaderni in cui registra gli eventi della sua vita e del suo tentativo di rilegarli tutti insieme in un quinto taccuino color oro. Il libro alterna momenti di racconto apparentemente realistico della vita delle due amiche Molly e Anna  (dei loro figli, degli ex-mariti e amanti) intitolato “Donne libere”, con estratti dai quattro quaderni di Anna, ognuno contraddistinto da un colore diverso: nero (in cui si narrano le esperienze di Anna nella Rhodesia Meridionale, prima e durante la seconda guerra mondiale, che hanno ispirato il suo romanzo best-seller), rosso (dove si racconta della sua esperienza come membro del Partito Comunista), giallo (dove si legge un romanzo basato sulla fine dolorosa della storia d’amore di Anna) e blu (diario personale dove Anna registra i suoi ricordi, i sogni e la vita emotiva). Ogni taccuino compare quattro volte, alternandosi ad episodi da “Donne libere”, creando sezioni non cronologiche e sovrapposte che interagiscono tra loro.

Anna Wulf è la voce narrante che analizza la propria esistenza raccogliendo i pensieri, le pulsioni, gli eventi del suo mondo in questi quattro taccuini colorati . Il loro insieme delinea il ritratto di una donna intensamente partecipe del suo tempo, dei suoi conflitti sociali e morali (dalla questione femminista a quella omosessuale), dal razzismo alla minaccia nucleare. In questo romanzo Doris Lessing ha raccolto la summa dei temi che le sono propri: l’inadeguatezza della letteratura rispetto alla vita, lo spettro del conflitto che mina la civiltà, l’ingiustizia delle barriere razziali, le tensioni tra genitori e figli, le relazioni sentimentali che si complicano fino a diventare indecifrabili.

Nelle quattro sezioni in cui il romanzo è suddiviso, un’inquadratura di un ampio respiro focalizza gli errori che hanno reso la società Occidentale ottusa, mettendone in luce, con la schiettezza diretta che la contraddistingue, la prepotenza e l’incapacità di comprendere i propri difetti. 

Certo, poi, l’autrice dà voce all’animo delle donne collocandolo nel punto focale del romanzo.

Anna Wulf è il centro da cui si diramano le strade apparentemente frammentate della vita: al confine tra ordinario e follia, Anna è una e mille, la ribelle che rivendica l’uguaglianza comunista nei paesi Africani, l’amante consapevole della propria sessualità, la madre, l’amica, la scrittrice. Anna Wulf è un insieme di frammenti scomposti e uniti, e, proprio come la musa che ne ha ispirato il nome, Virginia Woolf, sente sulle proprie spalle il peso delle sue antenate, combatte contro il senso di colpa innescato dalla sua scrittura e descrive nei dettagli un’intera giornata. 

Ma si potrebbe concludere che, prima di tutto, come Virginia Woolf, Lessing decide di dare alla sua protagonista una voce che racconti un’altra prospettiva, una nuova verità.

 

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