Contatta il nostro Centro: 011.7719091




Splendore

“Splendore”

di M.Mazzantini Ed. Mondadori (2013)

Dell’ultimo romanzo di M.Mazzantini sono protagonisti due ragazzi, due uomini, due destini. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale: identità frammentate da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto; un legame assoluto che s’impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura.

Guido e Costantino (questi i loro nomi) si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico e ambizioso.

L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita l’infanzia, l’adolescenza ed un tratto dell’età adulta. I due mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. Ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per l’età dello splendore che i due protagonisti attraversano insieme.

L’utimo successo della Mazzantini è un romanzo che cambia forma come cambia forma l’amore, un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un susseguirsi incalzante di suggestioni, alla fine del quale ci viene detto, comprendiamo, che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.

Un libro che fa male, che ferisce,  un dolore che emerge da ogni pagina cruda e lirica al tempo stesso. La scrittura solitamente ricca e forbita di Margaret Mazzantini, in questo ultimo romanzo, diventa più essenziale, cristallina e rovente al tempo stesso. L’autrice ha creato un  romanzo di formazione coinvolgente e struggente che supera i limiti della vicenda biografica realizzando la descrizione di due intere esistenze, dall’infanzia fino alla maturità.

I protagonisti di questa storia abitano nello stesso condominio, in una Roma degli anni Settanta sontuosa e decadente. Il primo, figlio di buona famiglia borghese, vive al quarto piano. Il secondo, figlio del portiere, vive nel seminterrato: due infanzie tanto prossime quanto distanti.

Guido vive in un completo isolamento, affidato a balie provenienti da paesi sconosciuti. Suo padre è un dermatologo incapace di comunicare, sua madre Georgette è una figura superba, bella e distante, misteriosa per il figlio che che la venera. Ad illuminare i suoi occhi sul mondo soltanto suo zio Zeno, un critico d’arte che vive nel suo mausoleo, circondato da falsi mezzi busti, al piano di sopra. Guido inizia a pensare al suicidio a dieci anni, non lo farà mai, ma passerà tutta la vita ad accarezzare questa fantasia. Costantino è un ragazzo forte, partico, ben consapevole della sua posizione nella società in cui vive, primo figlio di una tradizonale famiglia del Sud Italia.

I due giovani affrontano la vita in base a convinzioni differenti ma, pur essendo due persone profondamente distanti, vi è un elemento comune che contribuisce ad unirli.

In “Splendore”vengono ripercorre le fasi della loro vita e i momenti che l’hanno contraddistinta analizzandola da due differenti prospettive: attraverso le epoche della vita, spinti da una forza spasmodica che li riporta ad un periodo più felice ma ormai perduto, cercano di ritrovare questo punto di partenza che li ha visti uniti, vincendo qualsiasi resistenza e paura.

Le vicende affrontate ci portano a percorrere, insieme ai protagonisti, sentieri tortuosi e tormentati che hanno l’ambizioso fine di superare qualsiasi pregiudizio per arrivare, finalmente, ad essere liberi.

Il titolo si ricollega al vero splendore importante della vita degli uomini che è quello di avere la consapevolezza di sé e della propria diversità. E “splendente” in questo romanzo è proprio la capacità della Mazzantini di raccontare la passione dei due protagonisti con una tale naturalezza da far dimenticare il tema dell’ omosessualità che abita i due amanti come un gigantesco problema morale e sociale, un peccato duro da contenere di fronte al giudizio degli altri. Un amore, inaspettato, unico quanto sofferto, taciuto perché impossibile da vivere, inaccettabile. Un sentimento profondo nato da giovanissimi e continuato per tutta la vita, fatto di incontri clandestini, rubati all’apparente normalità della rispettiva vita familiare.

“Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?” E’ la domanda che si pone Guido, voce narrante del romanzo, per esprimere, con dolore e rabbia, una delle questioni centrali della storia narrata dall’autrice.

E’ questo un  romanzo fortemente introspettivo ma anche appassionato e lirico, che conquista per l’intensità dei sentimenti e la profondità dei personaggi; Margaret Mazzantini racconta una storia d’amore lunga quarant’anni di vita, dagli anni Settanta ai giorni nostri, una passione che lotta contro i pregiudizi, sempre in bilico tra ragione e sentimento, giacché “siamo sempre obbligati a rinascere in un remoto luogo dell’universo”.

Via Felice Cordero di Pamparato, 6 - 10143 - Torino - [t] 011-7719091 - torino@fidadisturbialimentari.it - Mappa del Sito | Note legali e privacy

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o un pulsante o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Privacy Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close