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Donne e uomini alfa

 Sarantis Thanopulos

Le streghe non son tornate: al loro posto sonno arrivate le donne alfa. Hanno un appeal meno inquietante delle streghe ma sono piuttosto insipide e (ahimè) poco ammalianti. Osservate dal punto dell’Eros sono un’espressione del Thanatos, viste nella prospettiva di Alison Wolf, economista del King’s College di Londra, “sono donne intelligenti, colte, benestanti che ricoprono lavori che un tempo erano appannaggio esclusivo degli uomini con la stessa frequenza e in condizioni di parità”. Conclusione disarmante: “Le grandi donne sono accanto ai grandi uomini”

Le donne alfa sono la spensierata riproposizione in campo femminile di un concetto volgare (o ameno, dipende dalla prospettiva) ma supposto scientifico: il maschio alfa, animale dominante tra gli animali e, per gentile concessione, anche tra gli esseri umani. Elisabetta Ruspini, esperta del campo, ha indicato tre anni fa come tipico esempio di questo genere Berlusconi: “uomo tenace, caparbio, pragmatico, che si è fatto da solo, che ha successo con le donne, che fa anche dello humor”. Questa sullo humor ce la poteva risparmiare ma l’amore è cieco, si sa.

I maschi alfa esistono: hanno paura delle donne e fanno tutto il possibile per evitare un vero contatto con loro. Che gli uomini abbiano una certa (variabile) paura nei confronti delle donne è fatto risaputo e di per sé non è esecrabile. L’erezione del desiderio richiede per l’uomo una capacità femminile di coinvolgimento profondo (perdersi) e questa può essere in parte acquisita mediante identificazione ma l’equilibrio non è facile perché è comunque necessario un appoggio al corpo e al desiderio della donna. Le identificazioni incrociate tra gli amanti sono importanti nell’incontro erotico ma perché lo scambio funzioni la differenza tra di loro deve essere garantita. La donna resta il referente di una qualità erotica di cui l’uomo solo fino a un certo punto può appropriarsi e la sua partecipazione coinvolgente è indispensabile. In assenza di una reale disponibilità della donna il rischio per l’uomo è un’erezione/eccitazione senza reale godimento perché manca il coinvolgimento o un’identificazione con l’esitazione della partner che blocca l’erezione. Si può preservare l’erezione, propendendo per un godimento di superficie e fregandosene di quello che l’oggetto desiderato vuole e fa, ma l’invidia nei confronti della profondità femminile favorisce un’inconscia paura di castrazione e rinforza la a pretesa di una soddisfazione autarchica. Ci si sente tanto più virili quanto più si può fare a meno di amare una donna, anche per un’ora sola, e  desiderando tutte e nessuna si sceglie un destino poligamico in apparenza e a-gamico nella sostanza.

Ci sono donne che ammirano questo tipo di uomo: hanno paura di essere femminili e trovano nei maschi che rinunciano ad essere uomini e amarle il loro modello di un’autosufficienza miserabile ma immaginata potente. Le donne alfa devono stare con uomini alfa dice Wolf che aggiunge:”ci sono cose peggiori che essere single, tipo frequentare un uomo Omega”. Uomini omega, il più basso scalino sociale, sono gli sfigati: non animali dominanti ma domestici.

Dagli uomini e dalle donne alfa si salvi chi può. La loro inconsistenza sul piano di un ragionamento scientifico non impedisce una loro consistenza sul piano della perversione del desiderio come accade con il razzismo che persiste alla demolizione delle sue insostenibili argomentazioni. D’altro canto cosa sono gli arzigogolamenti  sugli esseri alfa se non una forma velata, ma virulenta, di razzismo che sostituisce l’amore per la differenza con la differenza tra eletti e reietti?

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