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Psicoterapie individuali

L’inizio di un percorso di psicoterapia individuale è un passaggio importante e delicato che paziente e analista co-costruiscono nel corso dei colloqui preliminari. Privilegiare una psicoterapia individuale può dipendere da ragioni molteplici. Si tratta comunque di una situazione maggiormente protetta e rassicurante rispetto alla psicoterapia di gruppo. Generalmente da privilegiare nel caso di pazienti molto isolati. Non necessariamente la scelta è definitiva. In alcuni casi è possibile prevedere un successivo inserimento in gruppo.
 
La psicoterapia sia individuale che di gruppo è una psicoterapia psicoanalitica. La psicoterapia ad orientamento analitico mira innanzitutto a favorire l’autoconoscenza, fornendo così al paziente strumenti di gestione e contenimento delle emozioni e della dimensione affettiva. In assenza dei quali diventa fondamentale il ruolo del sintomo.

Le “nuove” patologie, patologie della dipendenza e disturbi in cui prevale l’autolesionismo, si presentano come “soluzioni”. Tipicamente questi pazienti non vogliono liberarsi del sintomo, con cui risultano, al contrario, totalmente identificati. Si tratta di soluzioni radicali che il soggetto individua per far fronte ad un disagio psichico che non ha gli strumenti per gestire.
Fornire ai pazienti questi strumenti e la possibilità di decodificare il sintomo consente l’individuazione di “soluzioni” maggiormente adattive. In un’ottica psicoanalitica il sintomo è un compromesso tra esigenze pulsionali e potenti ordini interiori che impongono (minacciosamente) la rinuncia a fondamentali desideri o, all’eccesso, a bisogni vitali come appunto il nutrirsi. Si perde, in patologie come queste, la funzione più o meno adattiva alla realtà a cui tale compromesso dovrebbe condurre. La morsa in cui sono spesso stretti questi pazienti affonda in una dimensione radicale in cui sono vita e morte a contendersi il campo.

Il sintomo racchiude e condensa una verità fondamentale per il soggetto. Una verità inaccettabile per la coscienza. Solo quando questa verità e la profonda conflittualità che l’accompagnano diventeranno accessibili a livello cosciente, il sintomo avrà esaurito il suo compito e l’energia da esso captata tornerà libera. Ed usufruibile per altri compiti esistenziali. Il recupero di esperienze rimosse, cancellate, negate richiede un lungo lavoro della memoria sulla memoria. Un lavoro di ri-significazione di vicende presenti e passate, spesso traumatiche e dolorose.
Un lavoro che richiede la presenza di un altro capace di ridefinire e ridare un nome all’ammasso incomprensibile di emozioni così dolorose da mobilitare comportamenti auto-lesivi e ripetitivi; e di un contesto contenitivo e rassicurante che, aprendo uno spazio riflessivo, consenta di ri-avviare una costruzione di sé più autentica, flessibile e armonica.

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