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Divine, anoressia e passerelle in un film Rassegna cinematografica

Articolo pubblicato il giorno 24 settembre  2012 su “Il Giornale.it

Anoressia e moda: un connubio scivoloso

Da diversi anni si è imposta presso l’opinione pubblica la connessione tra il diffondersi epidemico dell’anoressia tra le giovani adolescenti e il mondo della moda. Ciò ha fatto si che in diversi Paesi anche la politica sia intervenuta per regolare l’esposizione del corpo magro delle modelle nelle sfilate, introducendo in alcuni casi dei limiti vincolanti alle taglie minime delle stesse.

La moda è chiamata in causa per l’indubbio impatto che esercita sulle ragazze e sul loro rapporto con l’immagine del proprio corpo, oltre che per la presenza nel suo campo di diverse situazioni di modelle con corpi che rasentano l’anoressia. Tuttavia, da qui a sostenere una relazione di causalità diretta che renderebbe la moda responsabile del diffondersi epidemico del sintomo anoressico c’è un passaggio quantomeno problematico da compiere.

E’ molto interessante a questo proposito il fatto che il sistema della moda giunga ad interrogarsi al proprio interno sul fenomeno dell’anoressia, attraverso la mediazione di altre istituzioni politico-sociali. E’ questo il caso della rassegna cinematografica “Dietro il volto della moda“, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Milano dal 26 al 28 Settembre scorsi in occasione della settimana della Moda.

Un dibattito su “I lati oscuri della moda, anoressia e sfruttamento di corpi e sogni” si è tenuto infatti, nel frammezzo della proiezione di films inerenti l’argomento, tra i rispettivi registi (Chiara Brambilla, regista di Divine, e Marco Pozzi, regista di Male di miele), la designer Silvia Visconti e lo psichiatra Luca Micheletti.

La tendenza ad associare l’anoressia alla moda ci sembra colga solo un versante del problema, quello più appariscente a livello mediatico. L’esperienza clinica insegna però che la scelta del sintomo anoressico da parte di una giovane richiede delle condizioni specifiche legate alla personalità ed al quadro familiare, perché il sintomo diventi qualcosa di stabile e di cristallizzato nel corso dell’esistenza.

Altra cosa sono periodi di anoressia transitoria, di breve durata, che possono coinvolgere anche molte ragazze in fase puberale e postpuberale, ma che trovano una risoluzione rapida non appena il desiderio della giovane trova un ancoraggio soddisfacente nei nuovi legami che diviene in grado di costruire.

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Dott. Domenico Cosenza

Dott.ssa Marialaura Ippolito

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