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Ortoressia, obesità: come cambiano i Disturbi Alimentari. L’opinione di KLINE’

Chiediamo agli specialisti di Kliné FIDA Milano: avete notato una diffusione diversa dei DCA nel corso degli anni?

Si può dire che, in linea generale, viene riscontrato un abbassamento dell’età di esordio di questi disturbi. Il loro sviluppo compare, infatti, con una maggior frequenza rispetto agli anni passati, anche in età prepuberale, prima del menarca. In particolare va segnalato un aumento dei casi di ortoressia, introdotta come disturbo specifico anche nel DSM5, di recente pubblicazione.

Le persone che soffrono di patologie alimentari si concentrano per lo più sulla quantità di cibo, ma per gli ortoressici è diverso, il loro disturbo riguarda solamente la qualità del cibo che introducono nel loro corpo. Limitano la loro dieta a quei cibi che in base alla loro percezione o in base a consigli di persone in cui ripongono la loro fiducia, sono veramente “puri“. Gli ortoressici hanno solitamente regole molto rigide su ciò che mangiano e difficilmente trasgrediscono le regole che si impongono.

Il rifiuto di ingerire zucchero, caffeina, glutine, o latticini è spesso solo l’inizio delle loro restrizioni dietetiche che si sommano e si allargano talvolta ad intere categorie di cibi. Le scelte possono essere anche bizzarre come il rifiuto di assumere cibi “rossi” (es. fragole pomodori o peperoni) o prese “alla lettera”, una paziente raccontava di aver eliminato dalla sua dieta tutti gli alimenti che iniziavano con lettera “L” (es. latte, latticini, legumi).

Anche gli alimenti che sono venuti a contatto con pesticidi, erbicidi o che possano contenere additivi artificiali sono guardati con sospetto in una continua escalation di eliminazione dalla dieta. L’ossessione su quali cibi siano “buoni” e quali siano “cattivi” può portare gli ortoressici ad una situazione di dimagrimento assimilabile all’anoressia ma la posizione soggettiva dei pazienti è diversa. Le loro restrizioni dietetiche li fanno sentire orgogliosi del loro comportamento “virtuoso“, anche se questo può voler dire che mangiare diventa così stressante che loro relazioni personali sono messe sotto pressione ed essi tendono ad isolarsi socialmente.

I disturbi da eccesso alimentare: cosa sono, di cosa sono sintomo?

Si tratta di un fenomeno proprio della società contemporanea, caratterizzata da una spinta al consumo e ad un godimento senza limite, spesso vissuto in solitudine, nell’esclusione da qualche forma di incontro con l’altro. Si possono rilevare differenti modalità per regolare questa soddisfazione: una spinta al cibo di qualunque genere, indifferenziato; o, al contrario, la ricerca continua del cibo particolare, specifico, di eccellenza. Non è possibile dire, a priori e in modo generale, di cosa siano sintomo questi disturbi. Nell’approccio di Kliné, si considera la singolarità della situazione, ascoltando caso per caso. Riteniamo, infatti, che una disposizione soggettiva non possa essere ricondotta ad una norma universale.

Qual è il percorso dei pazienti che arrivano a Kliné per disturbi da eccesso alimentare, dal primo approccio fino alla terapia?

Vi sono due modalità per un primo accesso all’Associazione: telefonare al numero 342.7619685 o inviare una mail all’indirizzo milano@fidadisturbialimentari.it. In entrambi i casi, è possibile fissare un primo colloquio, gratuito, finalizzato all’accoglienza: la persona avrà modo di conoscere la sede, dire qualcosa del proprio sintomo e di eventuali esperienze di terapia, avere informazioni sul nostro modo di intendere la cura e i costi previsti.

L’offerta di un colloquio di accoglienza si rivolge sia ai soggetti direttamente coinvolti dal disturbo, sia ai famigliari di persone che ancora non intendono o non riescono a formulare una propria domanda.

La cura dell’obesità, vale a dire una graduale perdita di peso e il mantenimento della forma raggiunta, è una questione problematica che a Klinè viene affrontata in modo integrato con l’intervento del medico nutrizionista, in alcuni rari casi anche dello psichiatra, sempre accompagnato da un trattamento con uno psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. L’orientamento di Kliné è di prestare attenzione alla singolarità della situazione: non si tratta di proporre un modello di cura standard, ma di considerare caso per caso l’intervento che può essere maggiormente indicato per quel soggetto, a partire dalla sua domanda.

La sofferenza e le risorse di una ogni persona vanno accolte singolarmente, a partire da quella esperienza particolare, per fornire un trattamento personalizzato. I pazienti che si rivolgono alla nostra struttura hanno spesso alle spalle numerosi tentativi di dieta accompagnati da frustrazione, scoraggiamento e solitudine. Sono “esperti” di diete ipocaloriche accompagnate da generali inviti all’incremento dell’esercizio muscolare e da una “buona dose di forza di volontà” ma delusi dalla scarsità dei risultati a medio-lungo termine.

A Klinè riteniamo che la complessità della patologia richieda un accompagnamento del paziente nel difficile e sfaccettato percorso. Il soggetto talvolta percepisce il proprio corpo come qualcosa di estraneo, come separato da se, una sensazione di estraneità che si conferma e si rinforza con la difficoltà a riconoscere l’immagine che lo specchio gli rimanda.

L’obesità, escludendo alterazioni ormonali o di altra natura fisiologica, sembra spesso rimandare a situazioni originarie dell’infanzia. Il bambino si trovava ad esempio nella incapacità di separarsi dalla domanda dell’Altro materno, questa dipendenza può comportare nell’adulto un ancoraggio al mantenimento della posizione di oggetto il cui unico vitale bisogno viene ad essere rappresentato dal cibo.

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