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Chi sono gli specialisti di Kliné FIDA Milano e come nasce l’Associazione? Lo chiediamo ai diretti interessati

L’Associazione Kliné si costituisce l’8 marzo 2012 a Milano come membro della Federazione Italiana Disturbi Alimentari. L’équipe è costituita da persone che hanno condiviso nel corso di diversi anni un impegno continuativo nell’ambito dei disturbi alimentari, sia sul piano della ricerca teorico-clinica, sia del trattamento.

La scelta di Kliné è stata fin dagli inizi quella di estendere il suo ambito di azione dal campo dei disturbi alimentari a quello più ampio delle dipendenze patologiche. L’“oggetto” della dipendenza non è infatti necessariamente una sostanza, ma può essere anche un’abitudine, un pensiero, una determinata modalità di relazione. In questo senso si può dipendere dall’astensione dal cibo, come dall’uso della tecnologia o dall’alcool.

In quale contesto opera Kliné? Qual è la diffusione dei DCA a Milano e in Lombardia?

Risulta complesso in quanto le ricerche sono svolte su scala nazionale. Ciò che si evidenzia a partire dall’esperienza del nostro Centro è uno spostamento generale della domanda di cura da patologie legate alla restrizione alimentare a quelle concernenti l’eccesso, in particolare binge eating disorder (disturbo da alimentazione incontrollata), l’obesità e la bulimia.

È abbastanza frequente che possa stabilirsi un’alternanza, non solo tra periodi della vita (per esempio alcuni anni di anoressia seguiti da bulimia, o il contrario), ma anche in brevi archi di tempo, con abbuffate e digiuni frequenti. L’ambito dell’obesità è probabilmente quello in cui sono reperibili i dati epidemiologici più chiari e condivisibili.

Il sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) della ASL Milano riporta i seguenti dati, per gli anni 2009-2012: sul territorio metropolitano il 24,9% degli adulti tra i 18-69 anni si trova in situazione di sovrappeso (il 27,1% in Lombardia) e il 6,7% di obesità (il 8,6% in Lombardia). Tre persone su dieci risultano in eccesso ponderale. È una condizione che cresce con l’aumento dell’età, bassi livelli istruzione e condizioni economiche di svantaggio. Compare, inoltre, con maggior frequenza tra gli uomini.

Negli ultimi anni, in un’ottica di prevenzione, è stata data un’attenzione particolare allo studio della situazione DCA in età adolescenziale e pre adolescenziale e alla diffusione dell’obesità in età infantile. A questo proposito, il progetto Okkio alla SALUTE prende ad oggetto di indagine la condizione di bambini della terza classe della scuola primaria, su tutto il territorio nazionale. La scuola, infatti, viene considerata un ambiente che può sostenere e favorire corretti stili alimentazione e di cura del corpo.

Dall’indagine Okkio alla SALUTE 2012, risulta che in Lombardia vi siano valori di sovrappeso e obesità infantile decisamente inferiori rispetto alla media nazionale: il 18,5% dei bambini risulta in condizioni di sovrappeso (a fronte del 22,2% nazionale), il 6% di obesità (10,6% nazionale), il 74,5% in normopeso, l’1% in sottopeso, lo 0,8% con obesità severa. In particolare, i dati raccolti dalla ASL Milano nell’ambito di Okkio alla SALUTE non segnalano differenze significative rispetto al 2010: risultano in sovrappeso il 17,3% dei bambini, obesi il 4,9%, in normopeso il 77,3%, in sottopeso lo 0,5%.

Chi sono i vostri pazienti?

Per quanto riguarda i disturbi del comportamento alimentare risulta prevalente, come in passato, una richiesta d’aiuto da parte delle donne, anche se nuove forme di disagio legate ad un controllo rigido della forma fisica e dell’alimentazione si fanno sempre più strada anche tra gli uomini.

Su un altro versante, si rivolgono a Kliné soprattutto persone con forme atipiche di dipendenza, nelle quali il rapporto con una sostanza è spesso non centrale, essendo in molti casi la dipendenza legata ad “oggetti” apparentemente meno concreti, come per esempio modalità di entrare in relazione, attività pericolose o che generano sofferenza a se stessi e agli altri, pensieri insistenti che si fanno insostenibili, e altro.

Una persona può talvolta aver anche avuto una storia legata a droghe o alcool e, pur essendo arrivato a farne a meno o a ridurne drasticamente il consumo, rendersi conto che la sua dipendenza patologica, come la sofferenza che ne deriva, è sempre viva, essendosi magari spostata altrove. La maggior parte delle persone che si sono rivolte a Kliné durante questi primi due anni di vita dell’Associazione ha tra i 25 e i 45 anni, anche se l’attività del Centro è rivolta ad ogni fascia di età.

Qual è il vissuto di chi si rivolge a voi?

Molto spesso le persone si rivolgono a noi solo avendo prima convissuto con la loro sofferenza per molti anni, e dopo aver cercato di fronteggiarla da soli o successivamente ad altre esperienze di cura, talvolta negative, o interrotte per svariati motivi, o dai risultati che si sono rivelati temporanei. Può dunque essere difficile avviare un percorso terapeutico solido, in quanto la paura della dipendenza da un’altra persona, o di non farcela da soli, oppure il ricordo di esperienze negative nel passato rischiano di mettere sulle difensive.

È tuttavia estremamente importante, quando si cominciano ad avere delle difficoltà, affrontarle tempestivamente, dandosi il tempo di verificare, anche in un dialogo col terapeuta o con l’équipe di professionisti, la validità del percorso e i problemi che si stanno incontrando.

Anche se le cose possono essere difficili, soprattutto all’inizio, affrontare queste difficoltà e superarle, passo dopo passo, può essere molto importante, in quanto può aiutare a verificare il percorso che si sta facendo e a valutarne la solidità. Infatti può talvolta sembrare di essere immobili, quando invece si sta progredendo al proprio ritmo, con gradualità e con le proprie forze, verso una soluzione vivibile della propria situazione.

Organizzate anche iniziative particolari?

L’Associazione Kliné organizza, presso la propria sede, conferenze e incontriI momenti di Kliné – aperti al pubblico e/o ad operatori.

Nel corso dell’ultimo anno, Pamela Pace ha presentato il suo libro “Il domatore di leoni” incentrato sulle caratteristiche delle nuove famiglie. Un’altra occasione di riflessione è stata dedicata alla presentazione del numero 50 della rivista La psicoanalisi, “L’anoressica e l’inconscio”, che mette in rilievo ciò che l’esperienza clinica con le pazienti anoressiche può insegnare rispetto all’inconscio contemporaneo, alle sue trasformazioni e manifestazioni.

Con la presentazione del libro “Anoressia delle passioni” di Serena Libertà, Kliné ha inaugurato una serie di serate dedicate alle testimonianze di persone che, avendo fatto l’esperienza di un sintomo alimentare o dipendenza patologica, hanno trovato un modo di esprimere il loro percorso e la loro soluzione attraverso una produzione simbolica, come la scrittura o un’altra possibile forma di rappresentazione creativa.

A Kliné si riunisce, periodicamente, un gruppo di discussione clinica all’interno del quale si discute un caso in cui la sofferenza di un soggetto prende la forma di un disturbo alimentare. L’attenzione è posta, oltre alla logica, agli aspetti inediti e singolari di ogni situazione. Attraverso la pratica discorsiva e il contributo di tutti, l’obiettivo è di lasciarsi sorprendere da un sapere che nasce nelle pieghe e nello sviluppo stesso del discorso, nel passaggio di parola.

Di recente, Kliné ha svolto un intervento presso una scuola – il Liceo Scientifico Giordano Bruno di Cassano D’Adda – sul tema dei disturbi alimentari in adolescenza. Il contributo interessato e puntuale dei ragazzi ha costituito, per l’équipe, occasione di nuove riflessioni che potranno essere utili anche per future iniziative. In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, Kliné ha partecipato ad un incontro organizzato dal SISM Milano (Segreteriato Italiano Studenti Medicina), attraverso il contributo del proprio medico nutrizionista, Diana Scatozza.

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