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Obesità, un problema per l’11% della popolazione

FIDA lancia la campagna anti-obesità in concomitanza della Giornata Mondiale dell’alimentazione (16 ottobre) perché l’obesità è l’altra faccia della malnutrizione.

Basti pensare che l’eccesso di peso è responsabile in Europa di più del 75% dei decessi; in Italia due adulti su cinque hanno un eccesso ponderale e l’11% della popolazione soffre di obesità. Anche le nuove generazioni sono a rischio, tanto che i bambini italiani sono i più grassi in Europa.

Alimentazione sbagliata e sedentarietà? Non solo. In molte situazioni, rilevano gli esperti di FIDA, il cibo viene utilizzato come anestetico per alleviare le emozioni, l’ansia e gli aspetti depressivi. Ecco perché i centri FIDA hanno pensato un progetto di cura specifico attraverso il lavoro integrato dell’équipe multidisciplinare, che permette di avere una visione unitaria del paziente e di ottenere risultati duraturi nel tempo.

“Abbiamo deciso di impegnarci a fondo per rendere accessibile a tutti, anche con colloqui gratuiti, l’esperienza delle nostre équipe – spiega Laura Ciccolini, psicologa psicoterapeuta e presidente di FIDA – Collegato all’obesità, ma non molto noto, è il DAI (disturbo di alimentazione incontrollata), disturbo molto diffuso caratterizzato dalla presenza di abbuffate non accompagnate da condotte compensatorie. Quasi una persona obesa su tre che richiede una cura ne soffre. Il DAI è spesso confuso con l’ obesità ed è la causa principale del continuo fallimento di tutte le diete. Ecco perché è necessario un approccio multidisciplinare.

Così come nei (moltissimi) casi di iperfagia: persone che mangiano continuamente, una modalità compensatoria di utilizzo del cibo in risposta a un disagio emotivo. Lo stesso dicasi delle abbuffate compulsive notturne (night eating disorder). Questi e molti altri casi possono essere affrontati solo con l’aiuto degli esperti (psicoanalisti, psicoterapeuti, nutrizionisti), che lavorano per aiutare le persone a elaborare i disagi sottostanti ai disturbi alimentari. Il nostro impegno non si ferma lì ma comprende anche la prevenzione: è importante intervenire precocemente per poter aiutare e sostenere le famiglie”.

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